1

f bandiera piazza

VERBANIA – 09.12.2018 – Mezza piazza l’anno prossimo,

l’altra metà (forse) nel 2021. Va oltre l’Amministrazione Marchionini –che, in questo mandato, probabilmente non vedrà neanche aperto il cantiere– una delle più onerose opere pubbliche dell’ultimo decennio, seconda solo al Cem. Ammonta a 7.120.000 euro il costo della riqualificazione di piazza Fratelli Bandiera, basata su una revisione della viabilità superficiale (anche nelle vie adiacenti) secondo le linee del nuovo piano del traffico e, sostanzialmente, sull’interramento dei posti auto. A oggi quella porzione di Sassonia, greto del fiume definitivamente strappato a fine Ottocento al San Bernardino e inglobato in un quartiere cresciuto senza una vera pianificazione urbanistica, è sostanzialmente un polmone per la sosta sei giorni su sette e, il sabato, area di mercato. Tutt’attorno all’ex piazza d’armi (poi sede del macello) ci sono condomini con sparuti negozi e qualche ufficio. Nell’intenzione della giunta accoglierà un’area urbana fatta a “gradini” che salgono verso l’argine (collegato con una passerella) e che ospitano verde, fontane e giochi d’acqua. Al di sotto, interrato in un unico piano, ci sarà un numero di posteggi uguale a quello di superficie.

Quello realizzato dallo studio Iges di Mondovì è il terzo grande progetto, il più conservativo e meno rivoluzionario, tra quelli pensati nell’ultimo trentennio per la piazza cosiddetta del macello. Il più famoso fu quello commissionato ad Aldo Rossi (il “papà” del Tecnoparco, quello che oggi definiremmo un archistar) a inizio anni ’90 e che prevedeva di edificare tutta la piazza. Fu abortito dalla stessa politica che l’aveva voluto, messo nel cassetto e dimenticato. Poco meno d’una decina d’anni fa l’Asl diede incarico per uno studio di fattibilità, nell’area dell’ex macello, per realizzare il Distretto e i suoi uffici. Anche di questo non se ne fece nulla. Ha invece preso la via del cantiere, anche se con difficoltà e a “spezzoni”, il progetto Marchionini. Che, per motivi di finanza, è stato spezzato in due. Nel bilancio 2019-2021 che verrà approvato nelle prossime settimane l’opera è stata divisa in due lotti. Il primo, quello più “a buon mercato”, costa 2.720.000 di euro per un’ottantina di posti auto (su 240) ed è finanziato con 220.000 euro di ristorni dei frontalieri e con un mutuo da 2,5 milioni, il primo acceso da Verbania dopo anni di stop forzato a causa dei divieti imposti dal governo Monti. Il secondo, da 4,6 milioni, è previsto nel 2021 con un contributo regionale che a oggi non esiste (anche la Regione è in scadenza di mandato l’anno prossimo).

L’elevato costo dell’opera (pagata anche con i soldi dei frontalieri), l’incongruità di un nuovo posteggio pensato prima del piano del traffico, e lo “spezzatino” in due lotti di cui uno a rischio, sono i motivi per cui gran parte delle minoranze, già in sede di approvazione del Dup (il Documento unico di programmazione), durante l’ultimo Consiglio comunale, ha criticato la giunta. Minoranze che, verosimilmente, saranno critiche anche quando si voterà il bilancio.

 

 

Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui. Se prosegui nella navigazione di questo sito acconsenti l'utilizzo dei cookie.