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VERBANIA – 25.10.2018 – Un outlet con negozi, bar, ristoranti, mercato

e uffici affacciati su una nuova piazza, ma anche aree verdi e impianti sportivi. È questo il futuro dell’ex Acetati di Verbania o, perlomeno, così l’immagina la proprietà che in questi giorni ha stretto i tempi della riqualificazione presentando un Masterplan già approvato martedì sera dal Pd e ieri pomeriggio dalla giunta Marchionini. Dentro il documento, quindici pagine di relazione con relativi allegati grafici, il punto forte è il riconoscimento – già concesso in via preliminare dalla Regione Piemonte – di un “addensamento commerciale urbano forte”, termine tecnico la cui sigla (A3) indica un mix di punti vendita medi e grandi, così come negozi di vicinato. Nel caso dell’ex polo chimico di viale Azari (confermando Plastipack, cui verrebbero cedute alcune aree) si parla di 34.114 metri quadrati complessivi di edifici (attualmente sono 41.287) su un’area di 147.904.

Il progetto è pensato come un unicum da approvare con un solo strumento urbanistico (un piano particolareggiato), formato però in realtà da camere stagne indipendenti l’una dall’altra, sia nei tempi di realizzazione, sia nella possibilità (per non dire una certezza) che le lottizzazioni avranno nuovi imprenditori che non siano Acetati immobiliare. Si parla specificamente di tre fasi (la prima divisa in due) cadenzate nel tempo e vincolate, per esempio, agli esiti dell’eventuale bonifica da portare a termine.

La prima fase, da attuare subito e per la quale sarebbero già pronti alcuni investitori, interessa la zona contigua a Euronics ed Esselunga. Sarebbe l’ideale proseguimento, sul fronte di viale Azari e sino alla portineria, di quel polo commerciale inaugurato proprio con Esselunga, che a inizio anni Duemila prese il posto dello stabilimento Pretti. Verrebbe creata una piazza demolendo il vecchio ufficio tecnico e su circa 11.500 mq si aprirebbe una struttura di media-vendita extralimentare, oltre ad attività di intrattenimento e di ristorazione. Contestualmente i 13.000 mq di verde affacciati su viale Azari e cintati diverrebbero parco aperto al pubblico con un polo di uffici nei locali esistenti (2.200 mq) e un bar-ristorante nuovo da 450 mq. Ciò ridisegnerebbe la viabilità della portineria e dell’ingresso anche per le opere future.

Opere che stanno nella fase due, quella dei “servizi all’economia” (e degli investimenti più massicci), che prevede un retail park (11.000 mq di negozi e 3.000 di aree coperte carico/scarico) costruito con un ampliamento di edifici pari a 3.000 mq nella fase 2/a; e 5.200 mq di spazi per start-up e innovazione tecnologica flessibili, cioè da fruire a rotazione, nella fase 2/b. A esse s’accompagnano parcheggi e spazio pedonale che costituiscono, di fatto, “una sorta di parco urbano del commercio – così viene definito nel Masterplan –, caratterizzato da negozi, mercati, ristorazioni, bar e servizi, con la presenza di negozi specializzati”. Il parco urbano del commercio sorgerebbe demolendo una grossa fetta degli stabili della produzione industriale.

La terza fase, quella più futuribile e definita dei “Servizi alla persona”, andrà a nord sino a via Olanda e all’argine del San Bernardino. Pochi gli interventi edilizi: 5.000 mq di locali a supporto di impianti sportivi immersi in un parco verde di oltre 50.000 mq.

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