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VERBANIA – 20.10.2018 – Sponsorizzazioni gonfiate,

fatture fittizie e centinaia di migliaia di euro in nero stornati. C’era questo, un elaborato sistema per eludere le tasse, dietro alle edizioni 2010 e 2011 delle più rinomate (anche con campioni internazionali al via) gare ciclistiche del Verbano organizzate dalla Ciclistica Arona nell’ambito del Gran premio Nobili rubinetterie. È questa l’accusa che la Procura di Verbania contesta a quattro dirigenti sportivi e un imprenditore che da ieri sono a processo, a vario titolo e in concorso tra di loro, per cinque capi d’imputazione di emissione di fatture per operazioni inesistenti.

Il personaggio di maggior spicco è Antonio Bertinotti, aronese di 66 anni, ex sindaco della Città del Sancarlone, patron della Ciclistica Arona e deus ex machina di questa e di altre gare ciclistiche di prestigio, tra cui la Milano-Torino, i Campionati italiani ed europei. Con lui sono chiamati in causa, come referenti di associazioni sportive o di organizzazione di eventi tutte collegate tra di loro, altri tre aronesi: Paola Albertinazzi, Franco Clerici, e Marta Malatesta. Le società intestatarie le fatture di sponsorizzazione sono la Nobili Rubinetterie, la Bis srl di Cureggio (società d’importazione di biciclette), e la Sbs di Armeno. Per quest’ultima è imputato l’amministratore, il cusiano Alessandro Storti.

Secondo le ricostruzioni dell’Agenzia delle entrate e della Guardia di finanza sono 14 le fatture fittizie emesse, per un ammontare (Iva compresa) di 1.377.000 di euro. A produrle, seguendo un “disegno criminoso”, sarebbero stato le associazioni “cartiera”: la Ciclistica Arona con sede in Milano, la Ciclistica Arona Amatori e l’Ente organizzatore eventi con sede in corso Liberazione ad Arona, e l’Organizzazione Gare Ciclistiche di Milano (già aperta a Jerago con Orago, in provincia di Varese), dietro le quali c’erano gli stessi dirigenti oggi imputati. Il maggior beneficiario era la Nobili Rubinetterie spa, che ha fatturato 720.000 euro di sponsorizzazioni nel 2010 e 560.000 nel 2011. L’importo contestato a nome della Bis è di 81.000 euro (60.000+21.000 nelle due annualità d’imposta), quello della Sbs di 36.000 euro (24.000+12.000).

Quale fosse il meccanismo, così almeno ha dedotto l’Agenzia delle entrate di Novara che ha effettuato gli accertamenti fiscali avviando i procedimenti amministrativi e dando origine a quello penale, l’ha spiegato in aula il funzionario responsabile: i soldi delle sponsorizzazioni venivano pagati con bonifico, il denaro prelevato in contanti e in parte retrocesso in nero. Per le due gare ciclistiche – ha spiegato al giudice Rosa Maria Fornelli – risultano movimentati in contanti (ci sono poi i pagamenti tracciati, in bonifici e assegni) 452.000 euro, di cui solo 57.152,08 hanno pezze giustificative (perlopiù rimborsi spese). La differenza di 395.321,92 euro sarebbe il “nero” ridato indietro o trattenuto.

Il processo sarà lungo e avrà più udienze. In quella d’apertura, in cui hanno parlato i primi testimoni dell’accusa, c’è stato anche un proscioglimento. L'aronese Giovanni Guffanti Fiori era stato citato a giudizio come presidente della Ciclistica Arona Amatori per 240.000 euro di fatture (due da 120.000 euro l’una) emesse nel 2010. Da allora sono trascorsi più dei sette anni e mezzo che la legge fissa come periodo per la prescrizione del reato. Il giudice ne ha preso atto dichiarando il non doversi procedere per intervenuta prescrizione. La prossima udienza è già fissata per il 26 ottobre.

 

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