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COSSOGNO – 13.05.2018 – Con Verbania? No, grazie.

Se nel capoluogo il referendum per la fusione con Cossogno s’è chiuso con la bulgara affermazione del sì (2.884, 89,9%) a scapito del no (325, 10,1%) ma con il quorum lontanissimo e solo il 12% degli aventi diritto che si sono recati alle urne, in montagna è arrivata una bocciatura. Le “nozze” non sono state approvate dalla maggioranza della popolazione. In 220 hanno barrato “no” sulla scheda, sopravanzando i 183 “sì” con una proporzione di 54,6% contro 45,4% e con il quorum saldamente superato.

Il progetto di fusione del quale s’è parlato nell’ultimo anno finisce definitivamente qui. E, forse, anche l’esperienza di Doriano Camossi come primo cittadino del borgo alle porte delle Val Grande. Sin da quando, in anticipo rispetto a Verbania, annunciò l’avvio di questo progetto, disse che se la popolazione non l’avesse accettato si sarebbe dimesso. A caldo, pur nella comprensibile delusione, conferma di meditare questa mossa: “in settimana deciderò che cosa fare”, commenta.

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