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sau laura

VERBANIA – 09.04.2018 – Si apre domani

alle 9,30 davanti al collegio del tribunale di Verbania il dibattimento del processo per abuso d’ufficio che vede come imputata l’assessore verbanese Laura Sau. Sono tredici i testi citati. Per l’accusa, sostenuta dal pm Sveva De Liguoro, l’unica persona chiamata a testimoniare è Loredana Brizio, presidente dell’associazione “Amici degli animali” e co-firmataria, insieme al suo vice, dell’esposto da cui è partita l’indagine chiusa con il rinvio a giudizio. La stessa Brizio, come legale rappresentante dell’associazione, è anche parte civile costituita, assistita dall’avvocato Laura Ferrara. Quest’ultima è stata invitata dal presidente del collegio, il giudice Donatella Banci Buonamici, a scegliere sei testimoni tra quelli indicati, lo stesso numero concesso alla difesa di Sau, l’avvocato Maria Grazia Medali. Non è detto che si riesca ad ascoltarli tutti in una sola giornata, anche perché il medesimo collegio domani ha in calendario due discussioni e altrettante sentenze da emettere.

L’assessore all’Ambiente è a processo per un fatto risalente alla primavera-estate del 2016, quando alla richiesta di patrocinio per tenere al Parco Robinson la festa “Amico cane” dell’associazione (che lì si teneva continuativamente dal 2011, con il sostegno del Comune, sotto la giunta Zacchera, nell’era del commissario Michele Mazza e anche quando s’era insediata la giunta Marchionini), dopo alcuni solleciti, Sau rispose in prima persona con una e-mail in cui affermava: “fatico a dare il patrocinio a delle persone che dalla mattina alla sera ci danno degli assassini e mi costringono a pagare un avvocato per difendermi da accuse inesistenti. Chiedeteci scusa per le tonnellate di insulti, e poi decideremo…”.

Il riferimento era agli esposti presentati su vari fronti di forte polemica aperti – anche con ricorsi (un primo bando fu annullato da Tar e Consiglio di Stato) – sul canile con gli “Amici degli animali”. Lo stesso assessore, tra l’altro, per affermazioni rese al settimanale Eco Risveglio contro l’associazione, è a processo per diffamazione aggravata. Nel processo di domani la Procura contesta il comportamento del pubblico amministratore che avrebbe subordinato un proprio dovere d’ufficio (concedere il patrocinio) al privato interesse (cessare il contenzioso).

Al rinvio a giudizio sono seguite numerose polemiche politiche per la scelta della giunta di non costituirsi parte civile nel procedimento, contrariamente a quanto fatto per altri processi in cui l’ente è parte offesa.

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