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VERBANIA – 27.03.2018 – Verbania vuole Renata Rapetti

per il teatro “Maggiore”. Le inaspettate dimissioni della direttrice del “Coccia” di Novara, che curava la stagione verbanese tramite un accordo (oggi scaduto) tra la Fondazione novarese e il comune di Verbania, non modificano i piani e i progetti in riva al Verbano. È chiaro e inequivocabile l’indirizzo che la giunta Marchionini ha dato al dirigente del settore Cultura con una delibera dei giorni scorsi: affidare a lei “figura di alto livello in ambito nazionale, che ha ampiamente dimostrato la propria competenza in questi ultimi due anni” l’incarico di direttore artistico (al “Coccia” era direttore a tutto tondo) per la stagione 2018/2019. Un incarico che tecnicamente viene definito “protocollo d’intesa”, ma in realtà appare a tutti gli effetti una consulenza. Un incarico che durerà per tutta la stagione 2018/2019 sino al 28 febbraio 2019 anche se nel frattempo – dovrebbe essere solo questione di settimane, dato che il via libera dal Consiglio comunale arrivato a fine dicembre – nascerà la Fondazione Maggiore partecipata da Regione e Comune che gestirà il conferimento di incarichi e nomine nei termini di legge per gli enti para-pubblici. Nel dettaglio i suoi compiti saranno: ricercare gli spettacoli della stagione teatrale 2018/2019; supportare il personale del Comune preposto alla gestione del Centro eventi nelle attività organizzative; gestire i rapporti con la stampa, i media e i social per le attività di promozione degli eventi; svolgere un lavoro preparatorio alla funzionalità della costituenda Fondazione. Chiariti i contorni dell’incarico, la delibera di giunta omette solo il compenso, il cui calcolo è evidentemente demandato al dirigente.

A Novara, intanto, l’addio di Rapetti è già stato “digerito” con l’apertura delle selezione del nuovo direttore. Sulla gestione precedente è aperto un fascicolo – al momento senza ipotesi di reato – alla Procura della Repubblica come atto dovuto dopo che il cda della Fondazione, presieduto dall’ex magistrato Carmen Manfredda, ha inviato un esposto segnalando presunte irregolarità. Le dimissioni della direttrice – motivate dall’esigenza di dare una svolta professionale alla propria carriera – sono arrivate negli stessi giorni in cui il cda redigeva l’esposto.

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