1

dea ospedale verbania
VERBANIA – 12.06.2015 – La sanità e i progetti futuri

della Regione sono un muro di gomma contro il quale si viene sempre rimbalzati. La definizione è nostra, ma fotografa quella sensazione di inerzia (altrui) e di impotenza (propria e forzata) che sul tema della rete ospedaliera provinciale hanno denunciato (ancora) oggi Carlo Bava e Renato Brignone. Sensazione che i due consiglieri comunali di CittadiniConVoi e Sinistra & Ambiente – l’unica minoranza di sinistra a Palazzo Flaim – hanno spiegato oggi in una conferenza stampa nella quale hanno tentato di riportare il tema dell’agenda politica verbanese sugli ospedali e su ciò che accadrà con la chiusura di un Dea “a prescindere da quale dei due”. Il loro concetto, che in realtà è un’accusa, è molto semplice: la maggioranza che governa città, provincia e Regione non ne vuole parlare e noi che cerchiamo di farlo non riusciamo nemmeno a scuoterne l’attenzione.

Da qui l’ultima provocazione di Bava: “mi tolgo dal tavolo tecnico che unanimemente a tutte le forze politiche avevamo creato ma che s’è riunito una volta senza discutere di niente e poi s’è fermato”.

Quella del tavolo tecnico sulla sanità di emergenza era stata la scintilla che aveva provocato a fine aprile le dimissioni di Brignone dalla preposta Commissione consiliare e la successiva presa di posizione pubblica. “E dire che di argomenti ne avremmo da discutere – ha affermato Bava, che è anche medico –: dalle liste di attesa che sono sempre più lunghe, sulla mobilità passiva, sul registro tumori di cui non si parla più… Ma non si vuole farlo e, per questo, noi ci sfiliamo, ci facciamo da parte. Non per questo smetteremo di parlarne, ma non sarà in un contesto istituzionale nel quale si poteva fare tanto”.

Al di là della vicenda di merito, dei tavoli tecnici e dei gruppi di lavoro, l’argomento sanità è una bomba inesplosa. La Regione, che a ottobre ha annunciato la chiusura di un Dea provocando la levata di scudi di tutto il territorio, ha rintuzzato gli attacchi rinviando la scelta di un anno e avviando quel progetto di medicina territoriale che dovrebbe mitigare l’impatto della chiusura di un ospedale. Il problema, spostato nel tempo, non è risolto perché all’annuncio – non si sa quando – delle scelte della Regione su quale ospedale tra Domo e Verbania verrà declassato, ci si attende comunque una nuova vibrante protesta. 

Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui. Se prosegui nella navigazione di questo sito acconsenti l'utilizzo dei cookie.