brigatti marchionini

VERBANIA – 19.01.2018 – Ha violato la legge

ma il problema è deontologico-politico, non è incompatibile nell’incarico di amministratore pubblico, le pratiche firmate illegittimamente sono valide e resta al suo posto perché gode della stima e della fiducia di tutti. È questa, in via ufficiale e in estrema sintesi, la posizione della giunta verbanese sul ‘caso’ Brigatti. Una posizione chiarita ieri con una lunga nota, prodotta “con il contributo di approfondimento del Segretario Comunale” dal sindaco Silvia Marchionini “nella speranza di chiudere questa vicenda sollevata con toni volutamente polemici e non nell'interesse della città”.

Da una settimana infatti tiene banco l’incompatibilità di Roberto Brigatti, geometra diventato assessore nell’agosto 2016 e che, da allora e sino al novembre 2017, ha presentato e firmato 18 pratiche edilizie che la legge gli vietava. Per il comma terzo dell’articolo 78 del Decreto legislativo 267/2000, infatti, il professionista assessore a Lavori pubblici, Edilizia privata e Urbanistica deve astenersi dal lavorare nel territorio da lui amministrato. Il professionista Brigatti, in questo caso, era – ed è – incompatibile con l’assessore Brigatti.

Le 18 pratiche firmate violano norme deontologiche per le quali il Collegio dei geometri del Vco (di cui l’assessore è consigliere ed è stato presidente) ha già convocato per lunedì pomeriggio il Consiglio di disciplina.

Che l’illegittimità vi sia stata ormai è un dato assodato, ammesso dalla stessa giunta, che la inquadra come “violazione specifica del dovere imposto a tutti i politici (…) di imparzialità e di buona amministrazione”, una “responsabilità deontologica e politica”. Il ‘peccato’ c’è, dunque, ma viene ‘assolto’ con il “pieno apprezzamento della Giunta al lavoro compiuto in questi 18 mesi dall'assessore Brigatti – scrive Marchionini – e sincera fiducia personale per essersi messo al servizio della collettività, in questi tempi così difficili per la politica cittadina, in cui è più semplice non partecipare per le offese che si ricevono e i toni spesso diffamatori assunti da alcune minoranze (l’incompatibilità è stata evidenziata dalla Lega Nord e stigmatizzata da Comunità.vb e Sinistra & Ambiente, ndr) che non hanno contatto con la realtà ma rappresentano solo l'intento di distruggere il lavoro di chi è stato democraticamente scelto dai cittadini e ha l'impegno, gravoso, di governare”.

Oltre al giudizio politico, la giunta è andata oltre e, chiarendo che non c’è motivo di decadenza dell’assessore (per la verità mai sollevato da alcuno, perché le minoranze ne hanno fatto una questione di opportunità), grazie al parere del segretario generale Giuseppe Testa, ha sgombrato i dubbi sulla legittimità delle pratiche edilizia firmate, che ritiene valide “ovviamente, sempre che, rispetto alla istruttoria espletata dall’ufficio ed alla decisione presa, ci sia stata totale distacco da parte dell’assessore – scrive il sindaco –. Diversamente, non solo l’atto amministrativo sarebbe nullo, ma addirittura si configurerebbe il reato di abuso d’ufficio, che prevede (…) la compresenza del dolo e di un animus che non credo proprio di ravvisare”.