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ex pretorio intra negozio
VERBANIA – 03.06.2015 – Aaa, immobili vendonsi.

Dall’alba di stamane – perché la decisione è arrivata all’una inoltrata – il Comune ha ufficialmente messo sul mercato circa tre milioni di euro di proprietà immobiliari. Con l’approvazione del Piano delle alienazioni sono ufficialmente in vendita i 15 appartamenti ex case popolari di via Case Nuove pronti da un anno e mezzo, vuoti e al centro di un contenzioso; e il negozio al piano terra dell’ex Pretorio di Intra. Il costo? 2,75 milioni la prima palazzina, 181.000 euro il secondo. Come previsto alla vigilia, l’operazione ha fatto discutere, e non poco, anche all’interno della maggioranza. Partendo dal voto, e registrato il “no” di Vladimiro Di Gregorio (Sinistra Unita) che prosegue nella sua dissonanza – senza rottura – dalla maggioranza, spicca l’astensione del presidente del Consiglio comunale. Diego Brignoli ha atteso che tutti avessero parlato, compreso il suo capogruppo Davide Lo Duca, per distinguersi. “Non vorrei vendere le case popolari ma i fatti ci obbligano – ha detto con molta franchezza, andando anche controcorrente –. Sono invece contrario a cedere l’ex Pretorio. Per undici anni ho avuto il mio ufficio al Consorzio dei Servizi sociali lì sopra e ho sempre pensato che fosse una sede inadatta. Il palazzo si presta ad altra fruizione pubblica, ma deve avere il suo ingresso, che non è l’atrio minuscolo dall’altra parte oltretutto rovinato da quella sciocchezza di metterci la cabina dell’Enel. Per questo motivo mi asterrò, ma prendo sul serio l’impegno della maggioranza a trovare un’alternativa che scongiuri la vendita”.

Quello dell’impegno morale a valutare altre entrate è il frutto delle timide proteste che alcune parti del Pd hanno rivolto internamente al sindaco Silvia Marchionini nei giorni precedenti. Richieste alle quali il sindaco ha risposto tirando dritto. Già nella relazione al Consiglio il suo piglio è stato deciso. Parlando di situazioni ereditate, della necessità di cessare le chiacchiere e passare ai fatti, di avere denaro fresco da spendere per valorizzare altri immobili e spiegando di non voler seguire “suggestioni storiche” il sindaco ha contrattaccato fin dall’inizio. “Quello era un negozio, l’ex Casa della gomma, e prima c’era un barbiere – ha detto –. Stiamo parlando comunque di 47 metri quadri, dico 47 metri quadri…”.

L’anticipo è servito per disinnescare la posizione, unanime, delle minoranze: non si deve vendere un palazzo medievale in pieno centro storico che ha potenzialità di sviluppo. E non lo si fa soprattutto ora nel momento in cui lo stabile si libera e, con un ingresso dalla piazza, può diventare luogo di cultura accessibile a tutti. Marco Parachini di Comunità.vb ha raccontato la storia dell’ex Pretorio e le ipotesi di utilizzo, chiedendo al sindaco una retromarcia. Per Stefania Minore (gruppo misto), “non si vende la storia dell’ex Pretorio che il sindaco continua a definire ex Casa della gomma per pagare il Giro d’Italia”. “La tomba di Dante a Ravenna è più piccola di 47 metri quadri ma non la vendono”, ha detto Damiano Colombo di Ncd. Duro Renato Brignone (Sinistra & Ambiente): “dov’è l’oculatezza di un Amministrazione che sperpera risorse per l’aliscafo dei frontalieri, per coprire la roggia e per un concorso di idee di piazza Fratelli Bandiera? E perché s’è scelto di chiedere fondi alla Cariplo per restaurare Villa San Remigio e non Villa Simonetta?”.

Quest’ultima affermazione ha scatenato poi la reazione del sindaco: “basta dire menzogne e gettare fango sulla gente: qui nessuno butta via i soldi!”.

E mentre gli altri componenti la minoranza, cioè Carlo Bava (CittadiniConVoi), Roberto Campana (M5S), Mirella Cristina (Forza Italia), Michael Immovilli (Forza Silvio) e Giorgio Tigano (Fronte nazionale) restavano critici, anche sulla vendita delle case popolari di Sant’Anna – con loro Di Gregorio –, in soccorso del sindaco s’è speso Marco Tartari del Pd: “Avete visto le foto? Guardate il disegnino: il valore storico dell’ex Pretorio è stato cancellato dall’intonaco ai muri e dalle vetrine. Volete spendere due milioni per restaurarlo?”.

Al momento del voto, pur con il già citato impegno, il documento è passato con 18 voti favorevoli, 11 contrari (le minoranze più Di Gregorio) e con l’astensione di Brignoli e Parachini.

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