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brezza riccardo
VERBANIA – 03.06.2015 – “La dichiarazione del consigliere Brezza è mendace”.

Dalle pagine di giornale al Consiglio comunale, il “caso” del segretario cittadino Pd (e consigliere comunale) Riccardo Brezza e della sua collaborazione come “guardiano” del centro di accoglienza di Arizzano, ha aperto stasera l’assemblea comunale.

È stata Stefania Minore, del gruppo misto, ad affrontare l’argomento. Riassumendo la vicenda, cioè spiegando che una volta eletto consigliere, a inizio giugno, Brezza ha iniziato una collaborazione con un ente pubblico – il Consorzio dei servizi sociali – di cui Verbania è socio di maggioranza, senza dichiararlo come veniva richiesto dalla legge sulla trasparenza insieme ai redditi, ha posto una serie di domande precise. Alle quali il sindaco ha risposto dicendo sì all’esistenza del contratto (inizialmente di collaborazione, poi di somministrazione interinale tramite agenzia), chiarendo che “le modalità di assegnazione sono di responsabilità del dirigente del Consorzio sul quale il Comune non esercita controllo”, e spiegando che in base alle normative dell’Anticorruzione Brezza non doveva comunicare incarichi lavorativi. “La dichiarazione è quindi corretta”.

“Per me è mendace”, ha ribattuto Minore, “e non è vero che il dirigente del Consorzio sfugge al controllo del Comune: invito la segretaria a fare i dovuti controlli”. Sempre sulle modalità di assegnazione dell’incarico “che è fiduciario”, il consigliere di minoranza ha insistito: “per quel genere di incarico era più giusto e regolare attingere dalle liste di disoccupazione”.

Chiamato in causa e non potendo rispondere in aula, Brezza ha affidato la risposta a un comunicato stampa in cui replica alle “gravi falsità dette”.  “Il direttore del Consorzio ha ritenuto di incaricare le persone che avevano svolto attività di volontariato nel centro durante i primi mesi di accoglienza. Come il sottoscritto, assieme ad altri, fino a giugno. A partire da quel mese ho iniziato la mia attività lavorativa con regolare contratto”. 

Sulla mendacità delle sue dichiarazioni, il segretario Pd rigetta ogni accusa. “È Evidente che ancora una volta Minore dice falsità e lo fa sapendo di mentire. La mia dichiarazione è corretta in quanto il mio incarico lavorativo non doveva essere reso pubblico in quel documento. Come affermano gli orientamenti dell'Anac, che intendono per "incarico" essere membri di Cda o presidenti di enti. Oppure incarichi svolti in regime di libera professione. 

Non è questo il mio caso e quindi è evidente la faziosità della dichiarazione volta a screditarmi. Infine rispetto alle allusioni fatte da Minore circa una mia facilitazione nell'aver avuto il posto di lavoro visto il mio impegno in politica valuterò come comportarmi, non escludendo le vie legali. Questi attacchi non possono rimanere impunti. Il confronto politico lo accetto su ogni cosa ma attacchi personali di questo tipo, basati sul nulla, sono solo frutto di grande malafede e ignoranza, rispetto alle quali occorre rispondere con forza”.

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