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berlusconi silvio

VERBANIA – 07.10.2017 – I sondaggi certificano

la crisi dei partiti tradizionali e della fiducia dei cittadini in simboli e sigle, ma a Verbania ci si accapiglia – peraltro a mezzo stampa – per il logo e i colori di Forza Italia e per il nome del suo leader Silvio Berlusconi, al punto da minacciare il ricorso alla giustizia e ai tribunali. La faida azzurra che va avanti ormai dal 2014 e che vede su fronti opposti il commissario provinciale di Forza Italia Mirella Cristina e i consiglieri dissidenti del club Forza Silvio Michael Immovilli e Adrian Chifu (con Francesco Sirtori presidente del club) ha toccato l’apice ieri. L’avvocato Ignazio Pagani su richiesta del presidente del Comitato piemontese di Forza Italia Gilberto Pichetto Fratin ha diffuso a media locali copia della diffida formale spedita da quest’ultimo a Immovilli, Chifu e Sirtori.

Il casus belli contro i dissidenti è stata la presa di posizione di Immovilli e Chifu sul caso dei rom di Omegna, una iniziativa “antietica a quella del Partito e della coalizione di centro-destra con cui Forza Italia è coesa”, ma anche i ripetuti usi del nome e del marchio di Forza Italia e dell’immagine del presidente Berlusconi, anche nei manifesti della serata che si terrà il 13 ottobre a Palazzo Flaim. “È d’evidenza che l’esser stati, in allora, eletti in seno al Consiglio comunale di Verbania nelle file di Forza Italia non vi autorizza a assumere detti abusivi utilizzi, financo spinti all’affissione di manifesti per le pubbliche vie raffiguranti il volto del Presidente on. Berlusconi”. Paventando danni patrimoniali e richieste di risarcimento e minacciando cause legali, la diffida intima ai due di cessare ogni comportamento. 

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