1

tempio crematorio

VERBANIA – 22.08.2017 – Irregolare gestione dei rifiuti

e inquinamento desunto. Il forno crematorio di Verbania, che da qualche settimana è fermo per manutenzione, è al centro di una serie di contestazioni ambientali, con sanzioni amministrative e potenziali risvolti penali, sollevate da Arpa. Sono quattro i verbali, con multe complessive da un paio di decine di migliaia di euro, che l’agenzia ha emesso lo scorso mese di maggio, notificandoli ai tre dirigenti comunali che, in periodi diversi, si sono occupati del tempio crematorio di Sant’Anna, situato al confine tra il cimitero e la pista d’atletica.

Tre le violazioni contestate, due delle quali di natura amministrativa e legate alle modalità di smaltimento dei rifiuti industriali del forno. La prima è la mancata trasmissione, entro i termini di legge, del Mud alla Camera di commercio. Il Mud – Modello unico di dichiarazione ambientale – è la certificazione annuale sulle quantità e qualità dei rifiuti prodotti, smaltiti, avviati al recupero o trasportati.

La seconda è il mancato smaltimento degli scarti temporanei nell’anno solare. La legge prevede, al fine di evitare accumuli di sostanze potenzialmente inquinanti, che almeno una volta ogni dodici mesi il deposito venga svuotato e gli scarti avviati allo smaltimento. Soprattutto quelli del crematorio pallanzese, che rientrano nella categoria “rifiuti prodotti dalla depurazione dei fumi, contenenti mercurio”. Si tratta degli additivi chimici che si introducono durante la cremazione per contenere gli inquinanti atmosferici. I due funzionari Arpa che hanno rilevato la contravvenzione hanno evidenziato solo l’illecito amministrativo, affermando che “non sono stati riscontrati elementi comprovanti che l’ipotesi contravvenzionale descritta abbia cagionato danno o pericolo concreto ed attuale alle risorse ambientali, urbanistiche e paesaggistiche”. Per questo motivo è stato concesso, con l’oblazione di 6.500 euro, di estinguere il reato penale. Per uno dei verbali, il dirigente destinatario ha accettato di pagare, il Comune ha anticipato la somma e ora si dovrà attivare per recuperarla dallo stesso.    

La terza infrazione è la più grave. Confrontando il registro delle cremazioni e le quantità di urea (il reagente chimico) acquistata dal Comune, Arpa ha calcolato che le quantità a disposizione fossero inferiori a quelle richieste per mantenere i fumi sotto la soglia di legge. Da qui s’è dedotto il superamento delle emissioni in atmosfera di ossido di azoto. Un dato analitico non c’è perché non esiste una centralina che monitora in tempo reale le emissioni, ma si può dire che il forno crematorio abbia inquinato per un imprecisato periodo e con valori sconosciuti.

Solo uno dei verbali è stato oblato. Per un altro la dirigente che l’ha ricevuto ha presentato ricorso affidandosi all’avvocato Giovanni Aquino. 

Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui. Se prosegui nella navigazione di questo sito acconsenti l'utilizzo dei cookie.