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VERBANIA – 27.06.2017 – Un flop di successo.

La grande cultura portata al teatro “Maggiore” di Verbania con la “Milanesiana” è stata, lo scorso fine settimana, un po’ come quei brani di certi cantautori di nicchia: elogiata dalla critica, snobbata dal pubblico. E così, nonostante il Comune – organizzatore dell’evento – si fosse raccomandato, dato che l’ingresso era gratuito, di venire almeno un’ora per prima per non perdere il posto, di posti liberi ce n’erano in abbondanza. Venerdì sera sul palco del teatro verbanese sono saliti lo scrittore Pietrangelo Buttafuoco – in sostituzione del compositore Michael Nyman, che ha dato forfait all’ultimo momento – e il jazzista Uri Caine. A applaudirli, in una serata davvero di alta qualità, c’erano poco più di 100 persone, 120 al massimo su una capienza di 570.

L’indomani, serata clou con la presenza delle istituzioni e della direttrice artistica della rassegna, Elisabetta Sgarbi, gli spettatori sono stati meno di 300. La seconda parte della sala teatrale, quella più alta e a destra della porta d’ingresso, era completamente vuota e anche davanti c’erano poltrone da occupare. Eppure il livello degli ospiti è stato altissimo. A iniziare dal comico Gene Gnocchi, mattatore di un monologo ironico – il titolo della serata era “Il coraggio di ridere” – che ha coinvolto il pubblico, compreso il sindaco Silvia Marchionini, sulle cui gambe s’è seduto recitando un approccio amoroso. Molto applaudito anche Morgan, cantante ma soprattutto fine conoscitore della musica e dei suoi raccordi con la cultura. La chiusura è stata acustica, con le canzoni alla chitarra del giovane emergente Ermel Meta. Chi ha partecipato è rimasto entusiasta, apprezzando la qualità di un evento del genere, che difficilmente si veicola al di fuori dei grandi circuiti delle città.

Un evento, tuttavia, per pochi intimi e molto costoso. Per aderire al tabellone della “Milanesiana” il Comune ha speso 36.600 euro (nella cifra era compresa la promozione), cui vanno aggiunti 2.200 euro di taxi per gli spostamenti da e per Milano, 1.708 euro di noleggio di un pianoforte, 1.500 di ospitalità in hotel, 500 di una cena per 20 persone, 183 di affitto di una chitarra. In totale 42.691 euro (Iva compresa) che dovrebbero controbilanciarsi con gli sponsor. Anzi, con lo sponsor perché l’ingresso gratuito è stato possibile grazie a Veneto Banca, che s’è impegnata a finanziarlo con una somma non resa nota e che, al momento, non è stata ancora formalmente accertata dagli uffici comunali. 

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