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VERBANIA – 01.06.2017 – Carenze, deroghe, autorizzazioni,

lavori richiesti e non fatti, solleciti ripetuti, scambi epistolari e una scadenza alle porte: il 30 giugno. È questa la storia dell’agibilità per gli spettacoli del teatro “Maggiore” di Verbania, già Centro eventi multifunzionale. Una storia che nasce l’anno scorso, coinvolge tecnici e politici e che non è ancora chiusa. Cerchiamo di spiegarla bene per comprendere di che cosa si tratta.

Il progetto e i lavori del Cem

Conclusa la lunga fase progettuale, nel 2013 il Cem viene sottoposto al giudizio della Conferenza dei servizi, dove ciascuna autorità deve esprimere il parere di sua competenza. Quello sul rispetto delle normative antincendio spetta ai vigili del fuoco, che lo rilasciano senza formulare rilievi. I lavori partono e giungono a termine a fine 2014. Nel 2015 avviene il collaudo e il teatro è pronto. Prima di utilizzarlo è necessario ottenere l’autorizzazione dalla Commissione comunale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo, composta dai delegati delle autorità competenti e presieduta dal sindaco o da un suo rappresentante.

Il “guscio” di legno e il rischio incendio

Alla vigilia dell’inaugurazione, mentre si consuma la polemica sul forfait di De Gregori e si arruolano gli attori Alessandro Haber, Sergio Rubini, Giovanni Veronesi e Rocco Papaleo, la Commissione, presieduta dal comandante della polizia municipale, si riunisce. E, rilevata la mancanza di luci di sicurezza esterne (problema risolto con un impianto temporaneo in attesa di quello definitivo), fa emergere per la prima volta un tema mai discusso: la struttura che regge i “gusci” metallici dei quattro sassi del Cem è di legno non ignifugo e le piastre che ancorano il legno ai gusci sono di metallo “tenero”. La resistenza al fuoco è di 15 minuti (oltre, c’è il rischio che crolli), mentre ne servirebbero 90.

La soluzione: deroga con lavori obbligatori

Così com’è, il “Maggiore” non può essere aperto al pubblico perché mancano le misure di sicurezza. Non potendo nemmeno immaginare di annullare l’intera stagione, la soluzione che viene trovata a giugno 2016 è un’autorizzazione in deroga di un anno al termine della quale andranno effettuati alcuni lavori per, se non aumentare la resistenza al fuoco, accorciare i tempi di allarme e intervento (la presenza dei vigili del fuoco in sala a ogni evento attuale serve anche a questo). I lavori principali – l’elenco completo è composto da 11 punti – sono stabiliti il 20 settembre 2016 (la richiesta è del 27 luglio) dalla direzione regionale dei vigili del fuoco e consistono in: trattamento del legno grezzo con “sostanze protettive intumescenti” per portare a 45’ la resistenza al fuoco; installazione, tra il guscio e l’ossatura in legno di tutti i quattro sassi, di una rete di sensori-rilevatori di calore; posa di una rete di sprinkler, bocchette antincendio in grado di spruzzare acqua in caso di rogo. In ogni caso, come rammenta una nota del 28 aprile 2017 del comando provinciale dei vigili del fuoco, l’agibilità concessa dalla Commissione ha “carattere di temponeraneità”, che deve riferirsi a “manifestazioni con durate ben definite, occasionali e non soggette a programmazioni prestabilite”.

Il progetto antincendio

Già nel 2016 l’allora dirigente del settore Cem (delega toltale nel mese di dicembre), l’ingegnere Noemi Comola, affida a un tecnico esterno il progetto di adeguamento del “Maggiore” per l’ottenimento del cpi – certificato prevenzione incendi. Il progetto, consegnato, viene approvato dalla giunta a marzo 2017, insieme a quello per le luci esterne. Entrambi a oggi non hanno la certezza delle coperture economiche e non possono essere mandati in appalto.

I fondi a bilancio

Nel Piano triennale delle opere pubbliche di Verbania entrambi gli interventi sono previsti nel 2017. Il solo cpi vale 250.000 euro. La giunta Marchionini, con il voto della maggioranza del Consiglio comunale, decide però di finanziarli non con fondi certi, ma con “alienazioni patrimoniali”, cioè con il frutto della vendita – se ci sarà – di uno o più immobili pubblici. Al momento, nonostante l’urgenza e i solleciti di cui diremo sotto, non sono stati nemmeno finanziati con l’applicazione dell’avanzo di amministrazione 2016.

I solleciti dei vigili del fuoco

Avvicinandosi la data di scadenza della deroga, il comandante provinciale dei vigili del fuoco Felice Iracà (nel 2014, prima di ricevere l’incarico, anche assessore della giunta Marchionini), chiede chiarimenti sui lavori o, quantomeno, sulla data in cui partiranno. Lo fa già il 13 gennaio. L’ingegner Comola risponde per iscritto il 13 marzo spiegando di non poter fornire date proprio per l’incertezza dei fondi. Il 28 aprile giunge dai pompieri un secondo e più stringente sollecito in cui si spiega che si rimane “in urgente attesa di ricevere le imprescindibili informazioni” segnalando, in ultimo, che “in mancanza delle informazioni richieste, questo Comando si riserva di porre in essere le procedure previste dagli art. 19 e 20 del D.Lgs 139/2006”. Il citato articolo 20 tratta le “sanzioni penali e la sospensione dell’attività”, e specifica, oltre alla facoltà del prefetto di intervenire con la sospensione nel caso “si ometta di richiedere il rilascio ovvero il rinnovo del certificato di prevenzione incendi”, le sanzioni penali annesse: da 258 a 2.582 euro per le omissioni, da tre mesi a tre anni con multe da 103 a 516 per false dichiarazioni. A questa missiva, che sa di ultimatum, la risposta del Comune è stata il cronoprogramma per l’ottenimento del cpi (250 giorni) e per l’illuminazione (190).

La scadenza del 30 giugno

Con i progetti approvati ma i lavori che, nella migliore delle ipotesi, se finanziati termineranno nel 2018, la Commissione locale di vigilanza dei locali di pubblico spettacolo attende di essere convocata per rinnovare l’autorizzazione in deroga annuale rilasciata nel 2016 e in scadenza il 30 giugno. In quella sede dovrà essere presa una decisione che, a quanto pare di leggere dalle carte, non potrà essere positiva se non arriverà un chiaro segnale dal Comune (e, quindi, dalla politica, chiamata a stanziare i fondi) sulla fretta di adempiere agli obbligatori lavori disposti.

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