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VERBANIA – 21.04.2017 – Il progetto dell’orto civico

con idroponia a Sant’Anna non si farà. O, perlomeno, se si farà – ma al momento il no è netto – non passerà dal voto popolare e dal bilancio partecipato. L’inappellabile bocciatura stabilita dal Comune di Verbania sul progetto studiato da un gruppo di cittadini riconducibili al movimento “Una Verbania possibile” è l’ultimo fronte polemico che una parte della minoranza ha aperto contro l’Amministrazione Marchionini e che chiama in causa anche la macchina comunale. Il “casus belli”, più che l’idea di riqualificare i 4.000 metri quadrati dell’ex azienda agricola Panizzolo di Sant’Anna (tra il cimitero e via Belgio) creando 130 appezzamenti di orti civici urbani per altrettante famiglie, è il modo in cui è stata stroncata. “Ci dicono per ragioni tecniche, ambientali e urbanistiche, che però tecniche non sono e che mi spingono a dire che certi tecnici parlano proprio come politici”, dice Renato Brignone, consigliere comunale di Sinistra & Ambiente che ieri ha tenuto una conferenza stampa a Sant’Anna spiegando i motivi del dissidio. Il problema, secondo gli uffici comunali, sarebbe la vicinanza con il cimitero e il forno crematorio. “Questa era un’azienda agricola con le serre e noi abbiamo proposto la stessa destinazione d’uso – aggiunge –, con la possibilità di smontare tutto se il terreno servirà per ampliare il cimitero, cosa che in questo momento non è prevista in nessun piano e non lo sarà per almeno vent’anni”. “E dire che avevamo chiesto prima quali erano gli usi possibili – interviene Ludovico Martinella, collega di CittadiniConVoi – e ci è stato detto di sì. Mercoledì abbiamo avuto per due ore e mezza un incontro con sindaco, segretario e dirigente per sentirci dire che si riservano l’uso dell’area. Eravamo anche disponibili a ridurre il progetto o a rivederlo ma ormai la decisione era stata presa”.

La diatriba inizia il 27 marzo, quando Martinella scrive all’architetto dirigente dell’Urbanistica chiedendo quali sono i vincoli dell’area. Per iscritto giunge una risposta che ammette l’uso agricolo – non si parla di progetti di ampliamento del cimitero – e “Una Verbania Possibile” lavora al progetto di 29 pagine poi depositato. Il 18 aprile la “doccia gelata” con l’e-mail del funzionario del settore Finanze che indica “alcune problematiche”, molto generiche e senza riferimenti di legge: “La collocazione proposta presenta problemi di carattere ambientale e urbanistico – si legge nel testo –, trattandosi di area prossima a cimitero destinato a essere ampliato”. Poi ci sono considerazioni meno tecniche: “l'Amministrazione giudica comunque interessante il progetto, che potrebbe essere ripresentato il prossimo anno individuando un'area più opportuna. Ricordiamo inoltre che l'Amministrazione ha organizzato un tavolo tecnico il 4 maggio per definire un'area adeguata. Siete invitati a partecipare”. “I documenti parlano da soli – conclude Brignone – e aggiungo che per quella stessa area, un anno fa, in Commissione Urbanistica il sindaco venne a presentare la proposta della ditta Bianchi (che ha sede poco distante, ndr) per farsene carico e creare un nuovo ramo d’azienda. Perché allora andava bene e oggi no?”.  

Nella foto, da sinistra: Renato Brignone, Andrea Gerardo Marconi di "Una Verbania Possibile" e Ludovico Martinella.

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