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VERBANIA – 10.02.2017 – Un mare di polemiche

prima ancora di iniziare a parlarne. Il bilancio di Verbania, che approderà a Palazzo Flaim il 21 febbraio, fa già discutere e divide. Oggi, in una conferenza stampa, la quasi totalità dei gruppi di minoranza ha annunciato la volontà di salire sull’Aventino e non partecipare al Consiglio chiedendo al contempo le dimissioni del presidente Pier Giorgio Varini. Il “casus” belli è accaduto martedì sera, nella conferenza dei capigruppo chiamata a stabilire il calendario del Consiglio comunale. Alla proposta del 21 febbraio i gruppi di minoranza hanno risposto con una richiesta di slittamento motivata con la mancanza della documentazione. Dopo due ore e mezzo di accesa discussione il presidente Varini ha messo in votazione la data e la maggioranza, con il capogruppo Pd Marco Tartari, ha fatto pesare i numeri. “Varini è un ipocrita e deve dimettersi – tuona Renato Brignone di Sinistra & Ambiente –, questo è l’ultimo episodio di una serie di atti in cui ha prevaricato le minoranze. Chiedevamo uno spostamento ragionevole al 28 e che cosa ci è stato risposto? Che il sindaco ha il Carnevale. Ma il Carnevale è più importante del bilancio?”. “Varini e il Pd sono un optional di Marchionini che dispone di loro come vuole”, rincara la dose Stefania Minore della Lega Nord, cui s’aggiunge Michael Immovilli (Forza Silvio) “è un brav’uomo ma inadeguato, dovrebbe dimettersi. E il suo posto andare a un consigliere di minoranza” . “Il Pd ha avuto tutto il tempo di vedere i documenti – commenta Roberto Campana del M5S –, noi no. Chiedevamo solo un rinvio, ma il presidente ci ha detto chiaramente che contano i numeri. E non ci serve a nulla la proposta di Tartari di una riunione informale”.

Nel merito il problema, Varini a parte, sono i documenti. “Il materiale non è arrivato per tempo e mancano alcuni documenti fondamentali come la nota integrativa e le delibere di tasse e tariffe – afferma Mirella Cristina di Forza Italia –. Come possiamo discuterlo?”. Sui documenti s’è soffermato anche Giorgio Tigano del Fronte nazionale, “decano” del Consiglio e già membro eletto negli anni ’90. “Mai successe cose del genere, con nessuna altra Amministrazione. Sono deluso: ho chiesto il Piano esecutivo di gestione e mi hanno detto che non era neanche pronto. E il segretario generale mi ha anche dato ragione…”.

Alla conferenza stampa erano presenti Forza Italia, Ncd, Fronte Nazionale, M5S, Lega Nord, Sinistra & Ambiente (in rappresentanza anche di CittadiniConVoi) e Forza Silvio. Non ha aderito Vladimiro Di Gregorio di Sinistra Unita e Patrich Rabaini di Comunità.vb, che martedì aveva tentato una mediazione in favore delle minoranze per un passaggio in più in commissione. 

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