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sinistra cittadini

VERBANIA – 18.01.2017 – Controllo e proposta.

Sono questi i capisaldi che la minoranza di sinistra a Palazzo Flaim rivendica nei confronti della giunta di Verbania. Renato Brignone e Ludovico Martinella (che ha da poco preso il posto di Carlo Bava), rappresentanti di Sinistra & Ambiente e CittadiniConVoi e, più in generale, del movimento “Una Verbania possibile”, nel tracciare il bilancio di metà mandato della giunta Marchionini e nel presentare le proprie idee, ribadiscono fermezza nelle posizioni critiche ma lanciano proposte precise. “Con questa Amministrazione c’è da tenere sempre alta la guardia – dice Brignone –. Abbiamo decine e decine di episodi che lasciano esterrefatti: ricorsi e cause perse con esborso di soldi che non si sa chi pagherà, decisioni calate dall’alto e prese chissà da chi e dove come diceva già nel 2014 l’ex assessore Tradigo, la vicenda Beata Giovannina con il sindaco che non applica un indirizzo del Consiglio comunale, un pesante clima di tensione da stadio alimentato dal sindaco stesso”. Una delle critiche più forti è per la mancanza di condivisione e di progettazione. “Non c’è un’idea di città e si va avanti con decisioni che sono al di fuori del programma elettorale – prosegue – che noi per primi, ahinoi, votammo”.

Su questo punto, sull’attenzione e sulla necessità di pungolare l’Amministrazione, è schierato anche Carlo Bava, ex consigliere e candidato sindaco nel 2014. “Un tema su tutti: la Casa della salute – afferma –. Nel tavolo di lavoro Verbania non ha voluto un tecnico e ora, mentre altre realtà come Crevoladossola sono pronte a partire, noi siamo indietro. Dove si farà? Come si farà? In che modo? Domande che non trovano risposta”.

Dimessosi per impegni personali e lavorativi e per lasciare spazio a altri “giovani che hanno più possibilità e dimostrano serietà e buona volontà”, Bava ha ceduto il testimone a Ludovico Martinella. “Di idee e proposte ne abbiamo – spiega il neoconsigliere –. Insistiamo sull’acquaponica e proprio nei prossimi giorni c’è un importante convegno a Pordenone, perché non partecipare? Mi auguro che ci sia più confronto, più dialogo e che si possa iniziare a discutere seriamente nelle commissioni”.  

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