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canile verbania
VERBANIA – 10.12.2016 – Il futuro del canile

passerà ancora una volta da un’aula di tribunale. Da quella della giustizia amministrativa sicuramente, perché mercoledì 7, con quattro giorni d’anticipo rispetto alla scadenza dei termini di legge, gli “Amici degli animali” hanno notificato alle parti e depositato al Tar il ricorso con cui chiedono l’annullamento della loro esclusione dalla gara d’appalto provvisoriamente vinta nel mese di novembre. Forse anche da quelle della Procura di Verbania, alla quale l’associazione ha inoltrato un esposto che richiama anche nel ricorso amministrativo, laddove si parla di “fattispecie penali per cui si procede separatamente” e di “numerose azioni censurabili sia dal punto di vista amministrativo che penalistico” da parte del Comune di Verbania. Per queste ultime il riferimento è alle dichiarazioni a mezzo stampa rese dal sindaco Silvia Marchionini il 12 ottobre – “gli Amici degli Animali non entrano in canile, per ora... e forse mai”, si cita nel ricorso – ritenute integranti “il reato di turbata libertà degli incanti”. Ma il riferimento è anche ai 4.000 euro mensili riconosciuti al di fuori del contratto, che già era una proroga dopo l’annullamento definitivo della vecchia gara da parte del Consiglio di Stato, alla cooperativa “Il Sogno” (gestore uscente e in attesa di vedersi assegnato il nuovo appalto dopo l’esclusione degli “Amici degli animali”) “del tutto immotivatamente e senza previa valutazione della congruità”.

Il ricorso si fonda sui motivi addotti dal dirigente comunale nell’escludere l’associazione dalla gara: la mancanza dei requisiti economici e l’incongruità dell’offerta (ribassata del 12% rispetto alla base d’asta). I requisiti economici, cioè il fatturato minimo di 100.000 nell’ultimo anno, secondo gli “Amici degli animali” ci sono riferiti al bilancio 2014 (l’ultimo approvato) e se non ci sono, fatto noto al dirigente quando li invitò a partecipare alla gara, è perché l’appalto è stato assegnato a “Il Sogno” con il bando illegittimo annullato dal Consiglio di Stato. L’offerta – osservano – non è incongruente perché addirittura superiore (73.000 contro 68.000) a quella con cui “Il Sogno” ha vinto il precedente bando, quello annullato.

La vicenda ha anche un risvolto politico, con l’interpellanza dei gruppi di minoranza CittadiniConVoi e “Sinistra e ambiente” proprio sulle anomalie di gara e sui soldi extra dati al gestore provvisorio.

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