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vb protagonista
VERBANIA – 16.11.2016 – La faida interna

al Pd finisce… “al muro”. Da ieri campeggiano in città i manifesti 70x100 che promuovono i due anni della giunta Marchionini sottolineando alcune azioni amministrative, tra cui gli otto milioni ottenuti di recente con il Bando periferie del governo Renzi.

I manifesti sono di propaganda politica e, fin qui, non c’è nulla di strano, se non che a affiggerli non è stata l’Amministrazione municipale, né il Partito democratico che quell’Amministrazione rappresenta nella sua quasi totalità. Dietro lo slogan “Verbania riparte! E continua a cambiare con Silvia Marchionini Sindaco” c’è la sigla “Verbania protagonista”, indefinito gruppo di persone, democratici e non, che sostiene il primo cittadino in antitesi alla segreteria del partito con il quale i rapporti sono freddi per non dire deteriorati. Rapporti che sono peggiorati nei giorni scorsi e che vedono il manifesto come “casus belli”. Nell’e-mail fatta circolare ieri mattina da “Verbania protagonista” ai suoi simpatizzanti – “cari amici e cari democratici” – si afferma chiaramente che “da oggi sono sui muri della città i manifesti da noi prodotti (…). Li abbiamo affissi, come deciso assieme all'ultima riunione del ns. gruppo, dopo il no del segretario del circolo alla nostra proposta di farlo come PD”.

Il 3 novembre s’è infatti tenuta una movimentata (nel finale) assemblea del circolo Pd verbanese in cui i pro-Marchionini hanno espresso il disagio per l’ostilità della segreteria e di parte del gruppo consiliare verso il sindaco, tanto che il marchioniniano Massimo Bocci, presidente del Parco nazionale Val Grande, ha proposto una sorta di documento per ristabilire un clima di serenità a Palazzo Flaim. In quell’assemblea non s’era parlato del manifesto – prodotto poi lunedì 7 novembre –, chiesto poi tramite whatsapp da un esponente di "Verbania protagonista" al segretario Pd Nicolò Scalfi, che ha ritenuto di non procedere. Da qui la decisione di “Verbania protagonista” di andare per conto proprio nonostante l’altro ieri, lunedì 14, alla riunione della segreteria Marco Maierna (unico esponente marchioniniano nel direttivo Scalfi) avesse garantito che non ci sarebbero stati strappi.

L’uscita del manifesto ha indispettito e non poco la segreteria, aumentando le tensioni e facendo crescere le distanze tra il Pd e Marchionini.

In questo clima da faida interna si leva la critica, tra il sarcastico e lo sconsolato, del consigliere di minoranza Renato Brignone (Sinistra & Ambiente), che commenta: “se le suonano tra loro e si compattano se li critichi, ma tacciono su cose importanti”.

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