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canile vb
VERBANIA – 23.07.2016 – Nessuno vuole

il canile di Verbania. L’11 luglio scadevano i termini per esprimere al Comune la propria “manifestazione d’interesse” a partecipare alla gara d’appalto per rilevare il Rifugio del cane di via Plusc. Sul piatto c’era un contratto di un anno e mezzo (dal 1° ottobre 2016 al 31 marzo 2018) con 123.150 euro. Le garanzie chieste erano l’impegno a assumere soggetti svantaggiati, la provata esperienza nella gestione di strutture simili, e un fatturato nell’ultimo anno di almeno 150.000 euro. Nessuna impresa, cooperativa o associazione con questi requisiti ha bussato alla porta di Palazzo di Città e, così, per l’ennesima volta negli ultimi due anni, è tutto da rifare.

La storia recente del canile è stata a dir poco tribolata, vissuta anche con momenti di forte tensione e numerose querele. Nel 2014 l’allora dirigente del settore procedette con un’assegnazione a trattativa privata all’Adigest, sollevando le vibrate proteste e le forti contestazioni dell’associazione Amici degli animali, gestore da sempre del canile. Diventato un “caso” politico e mediatico, il canile ha tenuto banco anche dopo la rinuncia di Adigest. La giunta Marchionini, infatti, ha proceduto con una gara riservata alle sole cooperative sociali di tipo B, vinta dalla coop “Il Sogno” di Villadossola e annullata dal Tar (il Comune ha ricorso al Consiglio di Stato) su richiesta degli Amici degli animali e della Lida. Per adempiere alle disposizioni del tribunale, il Comune aveva bandito la nuova gara, quella andata deserta negli ultimi giorni e che, per superare la quale, il presidente degli Amici degli animali (che non hanno potuto partecipare per la mancanza del requisito del fatturato), Loredana Brizio, ha scritto all’Amministrazione. Rifacendosi a norme che consentono l’affidamento diretto a enti finalizzati alla protezione degli animali, chiede di subentrare al canile alla stessa cifra offerta alla cooperativa. A breve si conoscerà la risposta e la strategia dell’ente che, se non sceglierà l’affidamento diretto, dovrà ripensare la gara d’appalto.

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