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scalfi nicolo
VERBANIA – 17.06.2016 – Separati in casa

ma ancora insieme. Si può definire così il rapporto tra il sindaco Silvia Marchionini e il suo partito dopo il redde rationem di ieri sera. Nella sede di via Roma si sono trovati gli iscritti della sezione di Verbania, che nell’ultima settimana sono saliti da un’ottantina al centinaio grazie al rinnovo di vecchi tesserati delusi o all’ingresso di nuove figure, per discutere del “caso” scoppiato otto giorni fa con l’intervista a Eco Risveglio in cui il primo cittadino aveva bocciato tre assessori su sei e espresso severi giudizi sul partito e la maggioranza in Consiglio comunale.

All’incontro, preceduto appunto da una minicampagna di tesseramento operata da entrambi i fronti, il segretario Nicolò Scalfi (nella foto) s’è presentato con un documento concordato con la quasi totalità della segreteria, molto critico nei confronti di Marchionini e finalizzato a rivendicare quella che si definisce “autonomia”. L’autonomia invocata è quella del Pd (e del gruppo) di prendere iniziative e votare provvedimenti ritenuti utili senza imposizioni dell’esecutivo. “Siamo stati accusati dal sindaco di non esistere – spiega Scalfi –, ma noi ci siamo e ci metteremo la faccia con proposte e progetti”.

Il confronto è stato a tratti duro e anche se il sindaco s’è scusata dei modi e dei toni delle sue esternazioni, il peso delle parole scritte ha diviso l’assemblea, che al momento del voto ha visto pendere verso il sì il doppio delle persone del no, con un gruppo di astenuti tra cui il vicepresidente della Regione Aldo Reschigna.

Il rapporto di fiducia tra il sindaco e il partito è venuto meno. Su questo punto Scalfi è chiaro. “Il nostro impegno, anche verso i cittadini e gli elettori, è il patto stipulato nel 2014 attorno al programma – puntualizza –. E a questo ci atteniamo”

Nella sostanza è una sorta di appoggio esterno al sindaco, termine tuttavia che non piace alla segreteria perché, pur nella delicatezza dei rapporti, non c’è alcuna volontà di alimentare lo scontro. “Appoggio esterno ha una connotazione negativa, che non c’è – ribatte il segretario –. Il confronto è stato schietto, anche noi abbiamo incassato delle critiche, ma abbiamo preso una linea propositiva: anche noi verremo giudicati per ciò che avremo ottenuto”.  

Questa posizione, che andrà comunque chiarita in una prossima riunione della segreteria, chiamata a esplicitare il termine “autonomia”, avrà ora ripercussioni sul gruppo consiliare e sui due assessori espressione del Pd in giunta: Cinzia Vallone e Giovanni Alba. “Trasmetteremo al gruppo, comunque rappresentato ieri sera da numerosi componenti, questa posizione. Lo faremo anche coi nostri assessori, cui chiediamo di comportarsi coerentemente con gli orientamenti”. Scalfi non lo dice apertamente ma è chiaro, tra le righe, che qualcuno dovrà scegliere, soprattutto in giunta perché, rispetto all’ipotesi di un rimpasto, la segreteria è chiara: “Noi non lo chiediamo, né reclamiamo posti – conclude –. Se ci dovessero essere cambiamenti credo, dal momento che oggi la giunta è espressione del sindaco e composta da persona di sua fiducia, che sia giusta tocchi a lei esprimersi”.  

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