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marchionini silvia cc vb
VERBANIA – 12.06.2016 – Si sono dati appuntamento

a giovedì sera, in un’assemblea estesa a tutto il circolo di Verbania. Paradossalmente è di fronte a quel “Pd che a Verbania attualmente non c’è” e che ha “a mala pena 80 iscritti” che Silvia Marchionini dovrà chiarire le critiche e le accuse mosse al partito e alla sua segreteria nell’intervista uscita mercoledì sul settimanale Eco Risveglio. Il botta e risposta mediatico di metà settimana è finito, nulla ufficialmente è accaduto ma lo scontro covo sotto la cenere. Giovedì Nicolò Scalfi ha riunito la segreteria del Pd e ha raccolto i malumori e le indicazioni dei componenti e dei consiglieri comunali, decidendo appunto di convocare un’assemblea e estendere il dialogo a tutti. Al di là dell’apparenza, lo scontro sotterraneo è forte. Il Pd è spaccato in due: da un lato c’è la quasi totalità della segreteria, la maggioranza del gruppo consiliare e una larghissima fetta degli iscritti. Dall’altro c’è il sindaco Marchionini e i suoi più stretti collaboratori. Numericamente lo scontro è impari ma il primo cittadino ha dalla sua il ruolo e il mandato conferitole dalle urne, un’arma che ha sempre finora usato con efficacia nel rintuzzare gli attacchi al motto: lavoro per la città, sono vicina alla gente.

Come si possano conciliare queste due anime è difficile da prevedere e non si esclude che, da una parte o dall’altra, vi possa essere una forzatura o uno strappo. A Marchionini non spiacerebbe un rimpasto di giunta e la sostituzione di uno o due assessori. Gli indiziari sono Massimo Forni – sempre meno coinvolto nelle vicende amministrative – e Cinzia Vallone, con la quale il rapporto è teso da tempo. La segreteria del Pd dal canto suo non sembra avere intenzione di rivedere l’esecutivo, perché non ha interesse a discutere di poltrone quanto del metodo, cioè l’approccio di Marchionini. Nel caso quest’ultima premesse per il rimpasto, non è nemmeno da escludere che il partito stia alla finestra e non dia indicazioni.

Le fibrillazioni sono forti anche perché la dura intervista a Eco, indigesta praticamente a tutti, è stata rilasciata alla vigilia delle due sedute di Consiglio comunale in cui il gruppo ha fatto quadrato, difendendola a spada tratta dagli attacchi sul Maggiore e sulla variazione di bilancio. Non è da escludere che, nell’interesse comune (o nella paura) di non rischiare il tilt istituzionale le proteste rientrino e si tiri avanti a campare.

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