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VERBANIA – 04.06.2016 – Un ente di ampio respiro,

che vada oltre la realtà cittadina e sia punto di riferimento anche per il territorio. È questo ciò cui pensa la Regione Piemonte quando discute del Maggiore di Verbania e della possibilità di partecipare concretamente alla nascita di una Fondazione che gestisca il teatro e centro eventi. A confermarlo è Aldo Reschigna, vicepresidente piemontese e titolare dell’assessorato al Bilancio, colui cioè che in piazza Castello tiene i cordoni della borsa. “La Regione è sensibile – spiega – a progetti di una certa caratura, che coinvolgano altre realtà o che abbiano un respiro nazionale o internazionale”. Anche, per esempio, il teatro della Fabbrica di Villadossola o altre strutture del Vco? “Certo, perché no – aggiunge – e credo che sia interesse di tutti mettersi in rete e fare squadra”.

Di una Fondazione Maggiore, magari anche con l’intervento di partner privati, si parla da settimane, da quando cioè la giunta Marchionini ha rotto gli indugi scegliendo espressamente questa formula gestionale per il medio-lungo periodo e ripiegando – visti i tempi stretti – sulla gestione diretta per la stagione di lancio. Il 13 maggio, giorno della conferenza stampa di presentazione del programma dell’estate 2016, fu l’assessore regionale alla Cultura, Antonella Parigi, a confermare la disponibilità di Torino a partecipare al capitale della Fondazione. Anzi, fu lei a proporla lanciando una sorta di sfida: la sua realizzazione entro tre mesi.

Il concetto chiarito da Reschigna, che poi è quello che va ripetendo da settimane anche nelle assemblee di partito e all’interno del Pd, è molto semplice: sì ai soldi pubblici della Regione, ma solo per eventi di alta qualità. La scelta della giunta Chiamparino, in epoca di vacche magre per i fondi destinati alla cultura, è stata di lasciare le piccole-medie realtà piemontesi per concentrarsi su quelle più grandi. Da qui la necessità che, attorno al Maggiore, il Vco faccia squadra e possa avere una realtà simile al “Coccia” di Novara (dal quale oggi, di fatto, dipende in virtù della convenzione di collaborazione) che sia anche sostenibile economicamente.

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