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VERBANIA – 05.02.2016 – Una convocazione urgente

del Consiglio comunale per revocare l’esternalizzazione del forno crematorio. Ieri mattina a Palazzo di Città è stata protocollata – con più delle 7 firme necessarie da regolamento – la proposta di deliberazione e la richiesta di convocazione dell’assemblea municipale. Ne sono promotori Vladimiro Di Gregorio, Renato Bignone, Carlo Bava, Stefania Minore, Roberto Campana, Michael Immovilli, Adrian Chifu con l’aggiunta di Damiano Colombo.

I tempi e le modalità della proposta puntano, più che al contenuto, a cogliere l’attimo. L’intento delle minoranze, ora che nel Pd si sono dimessi capogruppo e segretario e s’è resa manifesta la spaccatura interna tra i filo-marchioniniani che sostengono il decisionismo del sindaco e la parte legata al partito che ritiene il primo cittadino autoritario, è di proporre una sorta di blitz. Il ragionamento parte dal presupposto dei numeri e dal mal di pancia di qualche consigliere democratico che l’esternalizzazione la votò non troppo convintamente. Se dovessimo rivotare domani mattina – così la pensa quella parte di minoranza impegnata anche nella battaglia referendaria – magari qualcuno si smarchrerebbe e si riuscirebbe a tornare indietro.

Se sarà così lo si saprà solamente in aula. E anche presto perché, nonostante la dichiarata volontà di non convocare il Consiglio a breve (“perché il sindaco non ha i numeri”, sostengono alcuni consiglieri di opposizione) da parte del presidente Marco Bonzanini, le firme di un quinto dei consiglieri glielo impongono per regolamento entro 20 giorni, cioè entro il 24 febbraio. 

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