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zappoli gianluca
VERBANIA – 02.10.2015 – Il giorno dopo il passo falso

sul numero legale al Consiglio comunale, la maggioranza che governa Verbania, ma soprattutto il Pd, deve prendere alcune decisioni. Lo dice il segretario cittadino Riccardo Brezza, che nello scaricare sulla minoranza le responsabilità di rallentare progetti importanti per la città e i cittadini, sa benissimo che deve affrontare un problema interno, concreto e non nuovo: l’assenteismo. Se l’addio alla maggioranza di Vladimiro Di Gregorio di Sinistra Unita è stato da un lato, politicamente – vista dal Pd – una “liberazione” da una convivenza difficile; dall’altro, numericamente, ha fatto scendere la maggioranza da 20 a 19. Con il numero legale fissato a 16, vuol dire che non ci si può permettere più di 3 assenti a seduta.

Il ragionamento, lapalissiano, è noto al Pd, che conosce anche benissimo, pur non avendoli mai affrontati, due casi che si trova in casa. Il più eclatante è quello di Gian Luca Zappoli, giovane consigliere eletto con 125 voti e delegato dal sindaco a seguire i frontalieri (è uno dei promotori, insieme al sindaco, del fallimentare esperimento dei “Frontalieri con le ali” in aliscafo). Presente al 100% dei Consigli comunali del 2014, nel 2015 ha dato buca 10 volte su 11, con un tasso di assenza del 91%. Secondo l’articolo 10, comma 6 dello Statuto comunale, “i consiglieri comunali che, a prescindere dalle giustificazioni, non intervengono ad almeno il 60% delle sedute del Consiglio Comunale di ciascun anno, sono dichiarati decaduti con deliberazione del Consiglio Comunale”. Per salvarsi, da qui alla fine dell’anno Zappoli dovrebbe presenziare a 6 sedute, che difficilmente verranno convocate, tenendo conto che finora se ne sono tenute 1,2 al mese. Oppure controbattere all’inevitabile contestazione. È vero che, ancora l’altra sera, il presidente Diego Brignoli lo dava per “giustificato”, appare però arduo dimostrare gravi impedimenti per un periodo così protratto. Per la cronaca, l’unica volta nel 2015 che Zappoli s’è presentato a Palazzo Flaim, non serviva il numero legale perché non s’è neanche votato trattandosi della serata, il 17 giugno, di presentazione e discussione del bilancio di previsione 2015.

Un altro caso limite è quello di Paola Ruffatto, che è entrata in Consiglio in sostituzione di Giovanni Alba, promosso a fine 2014 assessore. Con 6 assenze su 11 è sotto la soglia del 60%, ma non essendosi presentate nelle ultime tre sedute, ha contribuito allo scadimento numerico della maggioranza.

Se Zappoli dovesse lasciare, per dimissioni o decadenza, gli subentrerebbe Alessandro Papini, attuale primo degli esclusi con 38 presenze. Dietro di lui Giordano Andrea Ferrari (29) e Massimiliano Zappa (28).

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