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albertella

VERBANIA – 11.02.2019 – È un politico navigato

che viene da lontano (dalla prima Repubblica e dal Partito socialista) il nuovo candidato del centrodestra a sindaco di Verbania. Con l’ufficialità data venerdì sera nell’assemblea tenutasi a Palazzo Flaim, Giandomenico Albertella è in lizza per riportare Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia al governo del capoluogo, retto dal 2009 al 2013 da Marco Zacchera, dimissionario a un anno dalla conclusione del mandato. Il suo nome nel panorama politico provinciale è tornato d’attualità a metà anni Duemila, legato al comune di Cannobio prima e alla Provincia del Vco poi, ma i suoi trascorsi sono di più alto lignaggio e appartengono all’epoca pre-tangentopoli.

Albertella ha 60 anni –ne compirà 61 in agosto–, è nato a Cannobio ma vive e lavora a Verbania, nello studio di progettazione che condivide con la moglie (entrambi sono architetti). Per un certo periodo, un decennio fa, ha collaborato anche con l’onorevole democratico Enrico Borghi nelle consulenze sui bandi europei.

La sua militanza politica è iniziata in giovane età –negli anni Ottanta era soprannominato “il bambino di Cannobio”– nel Partito socialista italiano, sotto l’ala protettiva di Cornelio Masciadri. Del parlamentare trecatese, cinque volte eletto in parlamento –fu anche sottosegretario–, già sindaco di Novara e di Stresa, è stato una sorta di delfino, arrivando a ricoprire l’incarico di vicepresidente della Provincia di Novara (allora il Vco non esisteva ancora). L’arrivo della bufera di Tangentopoli, anche in chiave locale –Masciadri, scomparso nel 2008, fu coinvolto in una storia di mazzette per lavori all’ospedale “Castelli”– spazzò via il Psi e rallentò la carriera di un’intera generazione di amministratori. Nel 1995, a fine mandato in Provincia, Albertella si candidò sindaco di Cannobio, finendo sconfitto dall’albergatore Giuseppe Albertella (omonimo ma non parente), che fu saldo in due mandati da primo cittadino imprimendo una svolta turistica alla città. Dopo un tentativo di rientro nel 1997 con “Rinnovamento italiano”, il partito fondato da Lamberto Dini, rimase ai margini sin quando non fu chiamato come assessore della giunta di centrodestra cannobiese di Antonello Viviano (2004-2009). Sul finire del mandato tra i due ci fu una rottura che li vide scontrarsi alle urne. L’architetto ne uscì vincitore e iniziò il suo “regno” decennale che terminerà tra pochi mesi.

Vicino al centrodestra ma non ufficialmente coinvolto in un partito politico. Albertella in questi anni ha beneficiato della crisi profonda dei partiti tradizionali e dell’incapacità di produrre nuova classe dirigente. Alle elezioni provinciali del gennaio 2017 ha preso le distanze dal centrodestra mettendosi in proprio con una lista alternativa che l’ha visto eletto. Il recente avvicendamento tra il presidente Stefano Costa e il neoeletto Arturo Lincio l’ha portato in maggioranza con deleghe pesanti (Edilizia scolastica e Turismo) e con un ruolo di primissimo piano.

 

 

 

 

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