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VERBANIA – 11.01.2019 – La magistratura onoraria

incrocia le braccia. Un (altro) mese di sciopero delle toghe è la posizione assunta dai Giudici di pace italiani di fronte alle mancate risposte del nuovo governo alle rivendicazioni della categoria. È da due anni, da quando l’allora ministro della Giustizia Andrea Orlando varò una riforma, che la categoria chiede il riconoscimento di alcuni diritti, economici, assistenziali e previdenziali in primis. Chiede di uscire dal precariato e di avere un trattamento pensionistico pari a quello dei giudici ordinari, e di poter svolgere questa professione in via esclusiva. Il dialogo con il governo Renzi s’era bloccato ma l’ingresso del nuovo esecutivo guidato dal premier Giuseppe Conte non ha affatto risolto l’impasse. Nonostante l’insediamento di un nuovo ministro (Alfonso Bonafede), di un tavolo tecnico e le richieste di correggere –o sospendere– le norme della riforma Orlando, nulla è cambiato. Pertanto dal 12 gennaio al 9 febbraio i Giudici di pace si asterranno, riducendo a una sola udienza a settimana la propria attività, sia civile, sia penale, pur rispettando i termini di legge nel deposito delle sentenze. All’astensione, l’ennesima che ha prodotto 150 giorni di protesta in 18 mesi, aderiscono tutti e tre i Gdp del Tribunale di Verbania: Carlo Crapanzano, Filippo Bertozzi e Silvia Terracciano.

 

 

 

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