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sociale palla

VERBANIA – 11.10.2018 – Il numero legale “ridotto”,

il sostegno di un consigliere di minoranza e qualche sedia vuota in meno nei banchi del Pd hanno permesso alla giunta Marchionini di approvare la variante urbanistica dell’ex cinema Sociale di Pallanza “saltata” lunedì per la mancanza del numero legale di 17 consiglieri. Ieri sera i numeri non sono stati quelli della piena autosufficienza – 15 sì, escluso quello di Michael Immovilli di Forza Silvio – ma sono bastati (peraltro alla canonica ora dell'appello il numero legale di 11 è stato garantito dalle minoranze) per stoppare le forti critiche piovute dalle opposizioni, in particolare per il valore, ritenuto esiguo, della compensazione economica (700 euro al metro quadrato) che il privato proprietario dell’immobile ha proposto al Comune affinché rinunci alla sala pubblica da 150 posti garantita dall’attuale convenzione. Convenzione che s’accompagna alla variante urbanistica che modifica la destinazione d’uso dell’ex cinema, che da condominio di appartamenti classificato come area edificata, diventa struttura turistico-ricettiva. Il clima teso che aveva contraddistinto il dibattito di due sere prima è stato solo in parte stemperato. In apertura di seduta il segretario generale ha informato il Consiglio sulla richiesta – respinta – di rinviare la seduta per un difetto nella notifica della convocazione fatta pervenire da Patrich Rabaini di Comunità.vb, assente per altri impegni fuori Verbania precedentemente presi e critico anche per i tempi strettissimi scelti dal presidente Pier Giorgio Varini per riconvocare il Consiglio.

Nel merito della variante le posizioni sono rimaste invariate. Per il sindaco e il Pd è un’operazione che sblocca un’area degradata e che riqualifica la città con nuovi posti di lavoro, per quasi tutti i gruppi di minoranza un accordo tendenzialmente al ribasso che andava meglio approfondito, soprattutto nel suo aspetto economico. Condensate nel voto, le varie posizioni si sono trasformate in un solo no, quello di Vladimiro Di Gregorio (Sinistra Unita), nell’astensione di Forza Italia e Ncd, nella non partecipazione al voto di Sinistra & Ambiente, M5S, CittadiniConVoi, Fronte nazionale.

 

 

 

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