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VERBANIA – 11.10.2018 – Truffò il fallimento

di Residenza Patrizia facendosi pagare 120.000 euro di mobili che sosteneva fossero di una sua società ma che rientravano nel patrimonio dell’azienda. È su questa accusa contestata dalla Procura della Repubblica di Verbania che oggi il giudice Raffaella Zappatini ha condannato a un anno e quattro mesi il manager napoletano Raffaele Azzato. Chiamato dai soci Marco Marzano e Antonio Bruno per cercare di salvare la struttura alberghiera cannobiese, fu per un certo periodo, attorno al 2011, uno dei personaggi chiave della gestione del complesso costruito sugli ex Ossidi metallici. La società fu dichiarata fallita nel 2012 con un passivo di 16 milioni di euro e, in seguito al fallimento, Azzato fu tra coloro che, in primo grado, sono stati condannati dal Tribunale di Verbania per bancarotta fraudolenta. A quella pena di 3 anni e 4 mesi (3 anni e 3 mesi per Marzano, 4 anni 6 mesi per il consulente Paolo Tedino) oggi ha aggiunto 1 anno e 4 mesi per la truffa aggravata, una pena inferiore ai due anni e mezzo chiesti dal pm Anna Maria Rossi.

 

 

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