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VERBANIA – 12.06.2018 – Vendevano al mercato

capi d’abbigliamento “taroccati”, ma sono stati assolti. Da un controllo svolto tra le bancarelle di Intra il 9 maggio del 2015 saltarono fuori, in possesso di due fratelli di nazionalità marocchina residenti a Castelletto Ticino, una serie di vestiti con marchi contraffatti: 105 felpe, 85 t-shirt, 17 paia di pantaloni lunghi e 8 di pantaloni corti griffati “Monster”. Si trattava di merce palesemente falsa, per il possesso del quale i due marocchini, di 27 e 29 anni, sono stati processati dal tribunale di Verbania con l’accusa di ricettazione e di introduzione e commercio di prodotti con segni falsi. Prodotti che gli esperti avevano riconosciuto non genuini anche durante il dibattimento. Il pm Anna Maria Rossi ha chiesto per ciascuno dei due fratelli una pena di 4 mesi. L’avvocato Antonello Viviano, difensore degli ambulanti, ne ha sostenuto l’innocenza puntando su alcune fatture d’acquisto prodotte -ritenute generiche dell’accusa- relative a quei prodotti sequestrati che i rivenditori avrebbero a loro volta acquistato. Il giudice s’è espressa per l’assoluzione con la formula dubitativa per la mancanza degli elementi di prova.

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