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cassazione roma

VERBANIA – 16.04.2018 – Condannato in via definitiva

a tre anni e mezzo. È stata la Corte di Cassazione a scrivere la parola fine alla vicenda giudiziaria che ha visto coinvolto un 41enne operaio verbanese che nel 2014, nel periodo della turbolenta fine del rapporto con la ex convivente –e madre dei suoi due figli– abusò sessualmente di lei. Il reato di violenza sessuale, avvenuto la sera del 21 dicembre, è il più grave tra quelli che gli sono stati contestati, insieme ai maltrattamenti in famiglia, al mancato mantenimento dei figli minorenni e alla violenza privata. Per questi capi d’imputazione il tribunale di Verbania, nel 2015, lo condannò alla severissima pena di 8 anni e 8 mesi. In Corte d’Appello, l’anno scorso, i giudici hanno riconosciuto che la violenza sessuale – che l’imputato ha sempre negato essere avvenuta – fosse di minore gravità, ridefinendo la pena, più che dimezzata.

Nei giorni scorsi il suo avvocato, Gabriele Pipicelli, ha discusso il caso a Roma, senza però ottenere un pronunciamento favorevole e, anzi, la conferma di quanto stabilito in secondo grado a Torino.

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