1

tribunale esterno 16 1

VERBANIA – 12.02.2018 – “Non ho mai strattonato gli alunni,

né li ho spinti contro il banco o l’armadio”. Nega ogni addebito e rivendica, anche dopo quel fatto, un buon rapporto con i suoi studenti il maestro di musica cusiano a processo a Verbania per abuso dei mezzi di correzione o di disciplina. L’insegnante è accusato di un fatto preciso accaduto nel gennaio del 2016 in una quarta elementare, quando a due bambini che disturbavano impose l’allontanamento dal banco. Che, secondo quanto denunciato dalle mamme e come da capo d’imputazione contestato dalla Procura (e sanzionato con un decreto penale di condanna cui s’è opposto), avvenne in maniera molto “fisica”, cioè tirandone con forza, uno per il bavero del grembiule, l’altro per la collottola. La versione di quell’episodio resa dall’insegnante è differente. Al giudice Raffaella Zappatini ha raccontato che quella lezione era particolare, perché vedeva metà classe – con l’aggiunta di alcuni alunni di quinta – impegnata a scrivere la partitura musicale del saggio di fine anno, e l’altra metà che completava un compito di inglese dell’ora precedente. Inglese era la materia dei due più vivaci, che furono richiamati all’autocontrollo più di una volta. “Glielo dissi ma non si fermarono e, a quel punto, ordinai loro di andare uno da un lato, uno dall’altro della classe e li accompagnai tenendoli per il grembiule, non strattonandoli, né gettandoli. Di norma avrei sospeso la lezione parlando di quel comportamento, ma c’erano i ragazzi di quinta e dovevamo terminare il lavoro”.

Uno dei bambini, giunto a casa il pomeriggio, raccontò l’episodio alla mamma, che contattò la famiglia dell’altro. Insieme si recarono a scuola l’indomani, parlando con l’insegnante principale della classe, poi con il preside. Il maestro non fu contattato dal dirigente scolastico, né invitato a parlare con le famiglie, ma ricevette l’avvio di un procedimento disciplinare – nel frattempo concluse l’anno in quella classe con un collega in affiancamento a ogni lezione –, poi comminato ma annullato dal giudice di lavoro al quale il docente s’è rivolto. E in tribunale si discute della causa per mobbing da questi intentata contro la scuola e il preside, che oggi non frequenta avendo cambiato istituto. “Una ristretta minoranza di colleghi mi denigrava e mi diffamava – ha spiegato –. Sono insegnante elementare da quasi quarant’anni eppure mi hanno demansionato lasciandomi solo le ore di musica. Mi stava anche bene, perché amo il mio lavoro e la musica, però alla fine ho dovuto agire legalmente per tutelarmi”.

Oltre all’imputato oggi ha testimoniato la consulente tecnica della difesa chiamata a valutare l’incidente probatorio, cioè l’udienza “protetta” in cui i bambini raccontarono al tribunale i fatti. La professionista ritiene non vi siano danni alla relazione maestro-studenti, e mette in dubbio l’attendibilità di quelle testimonianze che potrebbero essere state influenzate da fattori esterni. Il processo è stato aggiornato al 3 maggio per gli altri testi della difesa, sostenuta dagli avvocati Andrea Cattaneo del foro di Verbania e Domenico Tambasco di Milano.

Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui. Se prosegui nella navigazione di questo sito acconsenti l'utilizzo dei cookie.