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VERBANIA - 12.06.2015 - Nei giorni scorsi Verbania ha detto addio

a Mirella Gattini Ramoni. A 80 anni e nonostante una tempra e una forza d’animo non comuni, s’è dovuta arrendere al male incurabile che l’ha colpita e che, poco alla volta, se l’è portata via. Al suo funerale c’erano tantissime persone, amici e colleghi della figlia Fiorella e dell’altra figlia Stefania, maestra elementare di tantissimi studenti. C’erano gli amici dei Pacian da Intra, associazione di cui è sempre stata una delle colonne insieme al marito Giuliano Ramoni, che ne è stato a lungo presidente.

Chi le ha voluto bene non la dimenticherà. Per ricordarla pubblichiamo la lettera d’addio che un amico ha scritto per lei.

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Il nome Mirella ha origine dalla parola mirar, ammirare. Mai nome fu profetico per descriverti.

Ammirare nei migliori casi può  suscitare invidia, ma per te non e' cosi, la tua generosità, l’allegria, l’altruismo e  la solarità  possono suscitare solo  felicità.

Ci porti per mano in tutti i tuoi progetti, alla scoperta di nuove sane bellezze; le tue camminate, i tuoi viaggi sempre organizzati in modo preciso e impeccabile per dare gioia e sicurezza a tutti: praticamente ci coinvolgi nei tuoi sogni. 

Sei un leader, senza mai chiedere nulla in cambio.

Non possiamo invidiare ciò che noi non riusciamo ad essere, il tuo dono e' questo.

Sei come la stella alpina, un fiore che cresce accanto alla roccia, sei tu quel fiore, la roccia e' Giuliano.

Una roccia all’apparenza friabile, ma capace di starti accanto senza rompersi, con discrezione e dedizione. Insieme avete  generato due figlie “sane”,  solari e  semplici, che  ti hanno regalato i loro specchi: i loro magnifici figli.

Mi hai accettato e accolto  come fossi tuo figlio, mi hai cresciuto, difeso, apprezzato; ogni giorno  regali al mio amor proprio un'ulteriore spinta di gioia.  

Ogni volta che vieni a casa mia apprezzi ogni cosa, persino un soprammobile, i tuoi complimenti compensano le dolci critiche di mia madre.

 Mi sostieni sempre, anche quando non e' necessario, sei "di parte" per così dire, ma almeno posso confrontarmi con un'altra mamma e capire i miei sbagli e le mie certezze.

Nella mia infanzia ricordo quasi solo te, non i miei parenti.

 Ogni volta che si viene da te e' una gioia, una festa, una vacanza  e non vedo l'ora di percorrere quella strada sul lago.

Perché sei "famiglia".

Non sei una donna d'altri tempi, sei la donna del nostro tempo.

Ho omesso di raccontarti al passato, perchè con te c'e' tutto, passato, presente e futuro.

Ora non mi resta che una rosa, presto il suo profumo svanirà e le foglie cadranno, 

ma il tuo profumo, la tua voce, i tuoi gesti non mi lasceranno mai, oramai tatuate nel mio essere uomo.

Grazie di avermi regalato il tuo spazio, i tuoi sogni, la tua vita.

Tuo, Roberto

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