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movicentro vb lavori
VERBANIA – 11.06.2015 – Resterà incompiuto e andrà a aggiungersi

al triste elenco delle opere pubbliche italiane pensate, mai finite e che hanno inghiottito tanti soldi pubblici. La sorte del Movicentro di Fondotoce è segnata perché, come ha spiegato l’altra sera alla Commissione Lavori pubblici del comune di Verbania il tecnico della Provincia, i costi sono cresciuti, la ditta è fallita, il progetto va ridimensionato e col denaro che c’è se ne potrà realizzare solo una parte.

È (quasi) la parola fine a un’opera che si trascina da più di dieci anni. Il Movicentro di Verbania, parcheggio di interscambio fra trasporto su rotaia e trasporto su gomma con servizi annessi (ristorante e negozi), rientra tra le strutture finanziate dalla Regione in tutto il Piemonte (anche a Domodossola, dove è finito e in funzione da un decennio) sotto la gestione Ghigo, a inizio anni Duemila. Lo vollero la Provincia guidata da Ivan Guarducci e il Comune da Aldo Reschigna. Entrambi passarono il testimone senza che i lavori fossero partiti e l’opera fu ereditata da Paolo Ravaioli e Claudio Zanotti, da Massimo Nobili e Marzo Zacchera. Ora che ci sono Stefano Costa e Silvia Marchionini è tutto ancora fermo. L’anno scorso il primo cittadino verbanese, sollecitata a intervenire dalla Provincia con fondi aggiuntivi, s’era presa a cuore – e in carico, con 145.000 euro di fondi extra – l’onere di sbloccare la situazione. In realtà è accaduto poco o nulla, se non che la Provincia ha dato incarico di realizzare un nuovo progetto definitivo per circa 140.000 euro che servirà a spezzare in due lotti il Movicentro. Il primo, l’unico al momento finanziabile, metterà in sicurezza la massicciata ferroviaria e l’area circostante e poco più. Il secondo, che completerà l’infrastruttura, è rinviato sine die.

A latere c’è la polemica, tutta verbanese, sul soccorso dato da sindaco e giunta alla Provincia l’anno scorso, quando si votò la revisione dell’accordo di programma a tre Provincia-Comune-Rfi aumentando la quota di contributo comunale di 145.000 euro. Allora le minoranze consiliari si espressero per il no, chiedendo il rinvio della discussione per approfondimenti -che non ebbero- e  ricevendo però la promessa che Verbania sarebbe stata coinvolta nella riprogettazione. Il sindaco Marchionini accelerò nel nome dell’assunzione di responsabilità per problemi ereditati e con l’obiettivo di realizzare 200 posti auto entro due anni “se va bene”. A quasi un anno da quella discussione è stato quasi tutto disatteso. La Provincia non ha coinvolto Verbania nella progettazione e i duecento posti auto sono un miraggio. E, naturalmente, scoppia la polemica con Renato Brignone di Sinistra & Ambiente che parla apertamente di “soldi buttati” e della presa in giro subita, ribadendo il pessimo giudizio sull’Amministrazione in carica.

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