1

de magistris roberto
VERBANIA – 09.06.2015 – Nel Pd di Verbania 
c’è una questione morale. Lo sostiene la Lega Nord, che tra firmopoli e il caso dell’assunzione del segretario cittadino al Consorzio dei Servizi sociali va all’attacco dei democratici. In una nota stampa il segretario cittadino del Carroccio, Roberto De Magistris, si sofferma sulle ultime vicende della politica locale associandosi alle battaglie che in Consiglio comunale porta avanti l’ex 5 Stelle Stefania Minore, sempre più vicina alle posizioni leghiste. “Le esprimiamo tutta la solidarietà e il sostegno possibili”, scrive l’ex consigliere regionale che sulla questione Brezza è velenoso: “prendiamo atto che il grosso problema dell’immigrazione clandestina, per alcuni, non solo a Roma, costituisce  un’opportunità”.

Poi c’è il capitolo firmopoli, a Verbania e a Torino. Memore di quattro anni di assalti giudiziari conclusi con la capitolazione – in tribunale – di Roberto Cota e il ritorno alle urne dei piemontesi, De Magistris affonda. “Non che la questione ci stupisca più di tanto, visti i precedenti che in più di una regione in occasione delle Primarie del PD videro ripetersi il vizietto, così come anche in occasione delle Elezioni Regionali Piemontesi e ora, di nuovo, alle Elezioni Comunali di Verbania – afferma –. Stranamente tutto tace, gli stessi che inveivano e che hanno chiesto a gran voce la caduta della giunta Cota, solo sfiorata da un problema nella raccolta delle firme di un solo consigliere di una lista di sostegno, oggi tacciono davanti alle possibili firme false nella lista del presidente Chiamparino e del suo vice Reschigna”.

Accusando il Pd di garantismo a corrente alternata e rammentando i recenti attacchi personali ricevuti dal sindaco, De Magistris e la Lega s’appellano alla Procura, in una sorta di revival del 1992, quando il movimento di Umberto Bossi sfilava inneggiando a Di Pietro e a tangentopoli: “Vedremo come andrà a finire.  Ci resta solo una  speranza, l’intervento della  Magistratura”.

Sul versante locale le critiche a Giuseppe Grieco e Diego Brignoli, rispettivamente revisore dei conti e presidente del Consiglio comunale. “Non ci sembra opportuno dal punto di vista dell’etica e della correttezza sia politica sia amministrativa, che (…) Grieco valuti e esprima un parere imparziale sul bilancio Comunale, il brutto colpo che la sua imparzialità e credibilità hanno subìto è evidente. Le stesse considerazione valgono anche per (…) Brignoli, che dovrebbe essere il garante dell’imparzialità e del rispetto delle regole del Consiglio Comunale, vigilando sul suo regolare svolgimento. È chiaro che qualche legittimo dubbio rimarrà. Proprio perché rispettiamo le loro persone, avremmo apprezzato se con uno scatto d’orgoglio e di stile avessero immediatamente presentato le loro dimissioni. Peccato, hanno perso una buona occasione”.

Per dovere di cronaca va detto che, seppur con una posizione minore e senza accuse di aver falsificato le firme, anche il Carroccio è coinvolto in “firmopoli” per alcune sottoscrizioni non raccolte regolarmente e autenticate da Luigi Songa.

Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui. Se prosegui nella navigazione di questo sito acconsenti l'utilizzo dei cookie.