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giro 1952 vb
VERBANIA – 26.05.2015 – È la terza volta di Verbania.

E di Pallanza. Piazza Garibaldi e il lungolago tornano a respirare l’aria del grande ciclismo e del Giro d’Italia dopo 23 anni e a 63 anni dalla prima volta.

L’inizio della storia fu nel secondo Dopoguerra. L’anno è il 1952, nel pieno dell’epopea Coppi-Bartali. Il Giro d’Italia è partito il 17 maggio da Bologna. La tappa numero 19, la penultima prima della passerella finale di Milano, si corre il 7 giugno: 298 km da Saint Vincent a Verbania con sconfinamento in Francia, Svizzera e ritorno in Italia dal Sempione.  Il giorno prima in Valle d’Aosta ha trionfato il borgomanerese Pasquale Fornara. Coppi, da nove giorni saldamente in maglia rosa, sta dominando il Giro, che vincerà alla grande lasciando spazio a Pallanza al successo del postino svizzero Fritz Schär. Il traguardo è collocato in piazza Garibaldi e i “girini” lo tagliano in direzione nord, provenienti da Fondotoce.

Quarant’anni più tardi la tappa è la stessa (Saint Vincent-Verbania, 20esima su 22, disputata il 12 giugno) ma il traguardo è invertito. È il 1992, agli albori dell’era Indurain. Il navarro della Banesto, che vincerà a Milano e anche nel ’93 piazzandola doppia doppietta Giro-Tour de France, ha preso la testa della classifica generale alla terza tappa. Controlla la corsa che, quando la strada sale verso la Valle Intrasca e la Segletta, si anima. Nella fuga a quattro insieme a lui ci sono Franco Chioccioli, detentore del trofeo, Claudio Chiappucci e Massimiliano Lelli. Indurain rinuncia allo sprint e lascia che la bagarre si risolva tra i tre. La spunta Chioccioli, precedendo Chiappucci e Lelli. Il gruppo arriva più tardi.

Domani il terzo atto, sullo stesso traguardo, senza la Segletta ma dopo un’altra impegnativa ascesa: il Monte Ologno. E un’altra storia da scrivere.

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