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VARESE – 26.05.2015 – La loro era una vera e propria banda. Determinata, organizzata, decisa a espandersi e... a fare soldi. In queste ore la Guardia di finanza di Malpensa sta smantellando la rete creata da un gruppo di spacciatori che operava sulla piazza di Milano, Varese e del Lago Maggiore, smerciando grandi quantitativi di stupefacenti. Oltre cento militari di tre province, con l’impiego di 12 unità cinofile di cui 3 specializzate nel fiutare il denaro, stanno effettuando perquisizioni e arresti. A coordinare inizialmente le indagini, i cui esiti sono stati illustrati stamane in una conferenza stampa al comando provinciale di Varese, è stato l’ex sostituto procuratore di Busto Arsizio Raffaella Zappatini, da poche settimane in servizio a Verbania come magistrato giudicante.

L’operazione è stata battezzata “Spanish route” perché è sulla via da e per la Spagna che la droga arrivava in Italia. Al vertice del sodalizio criminale, composto da italiani e albanesi, ci sono M.R., 24 anni, cittadino italiano residente a Busto Arsizio e N.G., 26enne albanese. M.R., in particolare, era attivissimo nell’organizzare viaggi all’estero e nell’ampliare la rete che, come hanno raccontato gli affiliati arrestati, ambiva a ottenere il primato nello spaccio di marijuana e hashish nel Varesotto e sul Lago Maggiore. Undici le persone arrestate, 29 quelle indagate e 24 i provvedimenti di perquisizione disposti dal giudice.

L’inchiesta è nata nel 2013 con l’arresto di un ventenne italiano dalle cui dichiarazioni è stato possibile, dopo investigazioni e appostamenti, ricostruire l’attività del gruppo. Successivamente sono stati coinvolti altri 6 spacciatori (4 arrestati e 2 denunciati) e sequestrati 25 chili di marijuana, 50 grammi di cocaina, 4.300 euro in contanti, una pistole, tre auto, un telefono cellulare e materiale per il confezionamento dello stupefacente.

Da lì s’è risaliti ai vertici. In particolare a M.R:, la cui figura è centrale. Gli inquirenti ritengono che dalle sue mani siano passati oltre 500mila euro in contanti – è stato accertato che abbia guidato in Spagna con 90mila euro nascosti nella ruota di scorta –, utilizzati per mantenere un tenore di vita altissimo, che cercava di nascondere con stratagemmi. Come riverniciare per due volte – e cambiarne la targa – la Lancia Y utilizzata per lo spaccio e scoperta in occasione di due arresti, di cui il secondo in provincia del Vco. O come contare sulla connivenza dei parenti per l’acquisto di beni di lusso. La magistratura ha sequestrato una parte del suo ingente patrimonio, tra cui un’autovettura, uno scooter di grossa cilindrata, una piscina interrata nel giardino dei genitori, tre Rolex, oggetti di gioielleria e somme di danaro sui conti correnti. 

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