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kopacz lakatosz

VERBANIA – 23.03.2017 – Due sono in carcere a Novara, 

il terzo è latitante e ricercato. La “batteria” novarese che truffava a domicilio gli anziani del nord-ovest Italia è stata sgominata oggi dai carabinieri del Nucleo investigativo di Verbania che stamane, insieme ai colleghi di Novara, hanno arrestato gli autori materiali delle frodi. Davide Kopacz, 38 anni, e Angelo Lakatosz, 27, entrambi di etnia rom e residenti a Novara, sono considerati gli autori di 9 colpi messi a segno in 4 mesi e mezzo in 2 regioni e 6 province per un bottino di 50.000 euro. Tra il 28 maggio e il 12 ottobre hanno “fatto visita” a anziani di Vco, Novarese, Vercellese, Milanese e del Pavese con un meccanismo efferato quanto collaudato. Un meccanismo che travalica i confini dell’Italia e tocca Germania e Polonia, rendendo questi reati aggravati dalla contestata associazione a delinquere transnazionale.

I responsabili in loco erano la punta dell’iceberg. Partivano da Novara facendo attenzione a non farsi scoprire, utilizzando auto appartenenti a prestanome o con targhe clonate, e sfruttando cellulari esteri usa e getta non rintracciabili. Raggiungevano il teatro delle loro operazioni e aspettavano la soffiata dei complici che, seduti negli improvvisati call center tedeschi o polacchi, facevano partire una raffica di chiamate a ignare vittime selezionate dalle "Pagine bianche". Alla ricerca nelle banche dati pubbliche dei nomi di battesimo un po’ desueti e appartenenti presumibilmente a anziani, seguiva il contatto telefonico. Il truffatore si spacciava come finto nipote che aveva bisogno di denaro per acquistare un’auto o per una spesa urgente. Se la preda non abboccava passava subito a un’altra, finché qualcuno non cadeva nella rete. A quel punto arrivavano sul posto i tre della “batteria” che si facevano dare contanti o gioielli o accompagnavano addirittura le vittime in banca a prelevare.

Con questo stratagemma sono state commesse truffe a San Giuliano Milanese, Silvano Pietra, Bergamo, Domodossola, Baveno, Valduggia, Settimo Milanese e Cerano. I carabinieri di Verbania comandanti dal maggiore Giovanni Della Sala hanno trovato lo spunto per le indagini a Baveno, nelle due tentate truffe del 16 settembre. L’attività investigativa li ha messi sulle tracce dei novaresi, fermati dai colleghi il 12 ottobre, dopo il colpo di Cerano che ha permesso di recuperare 5.000 euro. Pian piano il cerchio s’è chiuso attorno a Kopacz e Lakatosz e al terzo complice sfuggito all’arresto. Si indaga, pur con le difficoltà burocratiche e nel rispetto delle leggi internazionali, per risalire all’identità degli operatori dei call center esteri, abilissimi nell’ingannare le persone anziane, carpendone la buona fede e inducendole a cedere risparmi o averi spesso di rilevante valore affettivo.

Nel sottolineare gli esiti positivi dell’indagine, l’Arma raccomanda la massima attenzione alle potenziali vittime. “Stiamo lavorando molto nella prevenzione tra la gente, ma questi fatti dimostrano che i truffatori sono scaltri, abili e organizzati – spiega il maggiore Della Sala –. Quando si ricevono strane telefonate è bene diffidare, chiedere l’aiuto di una persona vicina e avvisare le forze dell’ordine”.

della sala cc marzo 17

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