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demag marchi
VERBANIA – 05.05.2015 – Pedala oltre al Giro d’Italia

e scade nelle ripicche giudiziarie la polemica tra Amministrazione comunale e Lega Nord. Dopo le accuse del Carroccio – “il Giro costa troppo” – stamane è arrivata, tagliente e molto personale, la risposta di sindaco e giunta. Una risposta non certo politically correct, che invita a cessare le polemiche ma che soprattutto denuncia come “fissazione” o “strabismo” gli attacchi del Carroccio, cioè di “chi sul territorio ha ex consiglieri regionali, al vertice del partito locale, rinviati a processo o che hanno già patteggiato una condanna ad un anno per i fatti della ‘rimborsopoli’ regionale’”. I nomi non sono scritti ma corrispondono a Michele Marinello (colui che ha patteggiato) e Roberto De Magistris (colui che è inquisito).

Quest’ultimo, chiamato in causa, a distanza di poche ore ha replicato con un ironico complimento per “eleganza e stile” del sindaco, accusata di avere “poca memoria” e “qualche nervo scoperto”. Anche De Magistris ha rispolverato Rimborsopoli e rammentato che al Pd “sono state perdonate le borse di Louis Vuitton o le penne di Piquadro (…) o lo champagne del presidente (…), così come le spese per la campagna elettorale alle Comunali della Bresso”. Il riferimento, per nulla velato, è a ciò di cui erano accusati Aldo Reschigna, Davide Gariglio e Mercedes Bresso, che sono stati assolti.

Il botta e risposta al vetriolo fa passare del tutto in secondo piano il motivo del contendere: il Giro d’Italia e i costi, diretti e indiretti, che si porta appresso. 

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