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VILLADOSSOLA – 10.04.2015 – “Il mio sogno è 

che la decisione sia condivisa e venga naturalmente, ma se non sarà così ci assumeremo le nostre responsabilità e deciderà la Regione”. È di Sergio Chiamparino la chiosa all’attesa assemblea dei sindaci sulla sanità che s’è tenuta oggi pomeriggio a Villadossola. Quella del governatore è la risposta indiretta al quesito che è aleggiato in sala tutto il pomeriggio: dove sarà l’unico Dea del Vco? A Domo o Verbania?

Il percorso disegnato dalla Regione, da Chiamparino ma anche dal vicepresidente Aldo Reschigna e dall’assessore alla Sanità Antonio Saitta, porta verso la creazione di un “progetto sperimentale e nazionale per un’area montana come il Vco” che ha una scadenza: l’estate. L’idea è quella di istituire una commissione di sindaci, associazioni e sindacati coordinati dalla Regione che valuti i progetti di medicina territoriale, che si ritrovi “entro un paio di mesi” (i tempi li ha dettati lo stesso governatore) e che chiuda “a settembre”. Per allora dovrà esserci la medicina territoriale, sulla base della quale si stabilirà se è meglio avere il Dea a Domo o a Verbania.

Che cosa sia nel dettaglio la medicina territoriale è da chiarire. Come idea si tratta di strutture locali (distretti o ambulatori) che dovranno assorbire, con i medici di base o altro personale medico e infermieristico, quel 90% di casi di routine che oggi gestiscono i Dea. Del resto Saitta l’ha detto a chiare lettere “la sanità del futuro non è negli ospedali”. E Chiamparino è stato ancor più esplicito: “sapere dove è il Dea non ha mai fatto guarire nessuno”.

Se questa è la strada maestra, quelle secondarie le battono i sindaci. Quelli del Verbano, che una loro idea l’hanno ed è stata illustrata dal medico cannobiese Antonio Lillo, stanno su posizioni neutre, non campanilistiche. Quelli ossolani l’hanno detto con molta franchezza: “la nostra medicina territoriale è costruita sul Dea a Domo, che vi chiedo di confermare stasera”, ha detto per tutti Giuseppe Monti di Premosello, che ha rivendicato un “distretto medico solo per Domo” e chiesto “il taglio delle convenzioni con le strutture private presenti nel Verbano e assenti in Ossola”.

La mediazione, come detto, l’ha fatta il governatore col suo “se non decidete, decidiamo noi”.

La sala, all’inizio molto ostile, ha ascoltato. Gli applausi più convinti li ha presi Monti, ma anche Chiamparino, Reschigna e Saitta hanno avuto il plauso di parte della platea, quella più “istituzionale”.

E alla fine una grande vittoria l’hanno ottenuta. Nessuno tra i sindaci s’è alzato a difendere il mantenimento dei due Dea del Vco, che ormai si può dire è una pratica archiviata.

Da ottobre e dall’annuncio shock del taglio di un Dea, la giunta regionale ha rinviato, rintuzzato e lavorato ai fianchi amministratori e territorio, facendo digerire il ridimensionamento. Ora, entro l’estate, dovrà far digerire anche la scelta. L’impressione di chi era oggi a Villa è che non sarà difficile perché, al di là di parole e comunicati, sono finiti i tempi delle barricate. Come diceva un sindaco al termine del dibattito “leggi Facebook e sembra che succeda chissà che cosa. Poi…”. 

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