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protesta sindacati conser 2015
VERBANIA – 30.03.2015 – Musi lunghi, polemiche, accuse e rabbia. Fanno rumore quando escono da Palazzo Flaim i dipendenti di ConSerVco. In 150 sono venuti per vedere quale posizione avrebbero preso i sindaci nel tagliare i costi della tassa rifiuti. E sono usciti scontenti perché l’assemblea a larghissima maggioranza ha scelto di far calare le bollette a scapito loro, del premio di produzione che non percepiscono da tre anni e che era garantito loro sino a febbraio.

Non ce l’hanno con l’azienda, ma puntano il dito proprio contro i sindaci, coloro cioè che hanno spinto affinché le economie si facessero sul personale che – compreso l’acquisto di servizi – pesa per l’84% nel bilancio di ConSer.

Nelle prossime ore e nei prossimi giorni non mancheranno di certo le rivendicazioni e le prese di posizione. Intanto, a caldo, si parla di stato di agitazione, di scioperi e di servizi ridotti all’essenziale e proporzionalmente al trattamento economico.

In aula i sindaci avevano cercato di rassicurarli facendo presente gli sforzi sopportati per non licenziare nessuno dopo la chiusura del forno inceneritore di Mergozzo e la fusione con Valle Ossola. Ma non li hanno convinti.

Il dissidio con i lavoratori non è l’unico strascico che lascia l’assemblea di oggi. Intervenuto nel dibattito – e applaudito dai dipendenti – il direttore di ConSerVco Alberto Colombo ha cercato di spiegare che gli attuali vertici hanno rilevato l’azienda in condizioni di pesante passivo (-700mila euro) e che hanno prodotto un risparmio di 890mila euro. Le due voci, sommate – ha osservato – fanno migliorare i conti di quasi 1,6 milioni, un risultato significativo.

In un altro passaggio Colombo ha poi ribadito che l’input di calibrare i tagli sul personale è venuto dagli azionisti, cioè dai sindaci.

“Ognuno si assume le proprie responsabilità”, ha affermato quasi in chiusura il sindaco di Verbania, Silvia Marchionini”, che ha chiamato in causa anche l’amministratore unico Biagio Bonfiglio “che non vedo in sala”, diventato una sorta di convitato di pietra: “le trattative sindacali non le dovevo fare io…”.

Le parole di Colombo, interrotto e ripreso anche dal vicesindaco domese Lilliana Graziobelli (che poi s'è scusata), non sono piaciute al primo cittadino di Verbania che non ha nascosto il suo stato d’animo.

In questo clima l’assemblea ha anche dato il via libera – e dettato i tempi – alla rivoluzione di ConSerVco. Entro il 30 aprile Bonfiglio dovrà predisporre la gara a doppio oggetto, cioè la procedura che entro l’anno porterà in ConSerVco, attraverso gara d’appalto, un socio di capitale non inferiore al 40%. L’ingresso dei privati, già deliberato a suo tempo, sarà realtà nel 2015.

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