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vallone cinzia giugno2015
VERBANIA – 30.03.2015 – L’imperativo: ridurre la tassa rifiuti. Coincidono gli interessi di Comune e associazioni di categoria, che vedono nella pressione fiscale per le imprese una delle priorità da affrontare, già dal prossimo bilancio comunale.

Il tema è stato discusso nei giorni scorsi a Villa Pariani durante la seconda riunione della neo costituita “Commissione permanente di consultazione delle attività produttive”. Unione industriale, Cna, Confcommerio, Confesercenti e Cia si sono riunite insieme all’assessore comunale al Commercio Giovanni Alba e a quello al bilancio Cinzia Vallone, coloro cioè che reggono i cordoni della borsa e possono incidere sulla tassazione locale in quelle che il comune, in una nota ufficiale, definisce “misure di alleggerimento del tributi comunali”. In particolare della Tari “che ha visto aumenti considerevoli durante gli ultimi anni soprattutto con le scelte fatte durante la presenza del Commissario alla guida della città”.

"Abbiamo illustrato l'orizzonte entro il quale vogliamo costruire il bilancio – spiega l'assessore Vallone – partendo dalla possibilità concreta di una riduzione sulla Tari che possa dare sollievo agli esercenti e alle attività produttive. Non sarà facile ma il nostro impegno va in quella direzione".

Abbassare la tassa significa abbassare il costo del servizio perché da quindici anni, con l’entrata in vigore del Decreto Ronchi, è finita l’epoca in cui i Comuni contribuivano al costo del servizio. Tutto ciò che ConSerVco spende, infatti, va suddiviso tra gli utenti e, quindi si riflette nelle bollette. Questo è il motivo per cui un primo orientamento lo si avrà oggi pomeriggio al termine dell’assemblea dei sindaci, chiamata ad approvare il budget 2015 dell’azienda. Budget che è in diminuzione di qualche punto percentuale proprio su richiesta dei sindaci-azionisti.

Per ridurre la Tari alle attività produttive c’è anche un’altra strada: rivedere la proporzione dei costi tra utenze domestiche e non domestiche. In questo senso il commissario Mazza aveva applicato alla lettera la legge caricando sulle aziende una percentuale maggiore rispetto ad altri comuni. Poiché le famiglie sono tante e le imprese molto meno, l’effetto concreto è stato – è una questione aritmetica – un netto balzo in avanti della tassa per i singoli ristoranti, alberghi, bar e imprese in genere rispetto al minimo risparmio delle singole famiglie. 

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