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VERBANIA – 29.03.2015 – A un anno e mezzo dall’affondamento

del porto turistico di Pallanza, inabissatosi nella notte del 10 ottobre al culmine di una forte tempesta, si inizia a discutere di risarcimenti. A chiederli, con altrettante cause civili, sono i proprietari di tre imbarcazioni colate a picco. Per due di essi, contitolari di un natante dal valore di 70mila euro, c’è già una data per l’udienza civile: il 6 maggio.

Quel giorno dovranno comparire in aula, sia la European nautic service (il gestore),  sia il Comune di Verbania (concessionario dell’area demaniale della Regione). Quest’ultimo ha subito la cosiddetta “chiamata in causa”. Avendo i proprietari dell’imbarcazione citato in giudizio il gestore, questi ha chiesto e ottenuto dal giudice che fosse citato in giudizio anche il Comune per la propria parte di responsabilità.

L’Amministrazione comunale ha già deciso di opporsi e resistere, nominando l’avvocato comunale Alessandra Simone come proprio rappresentante legale.

Ci sono però almeno altri due proprietari che reclamano il valore delle barche danneggiate, una per 6.856,96 euro, l’altra per 17.349,93 euro. Entrambi hanno chiesto i danni, tanto al Comune, quanto alla European nautic service, citandoli rispettivamente il 3 marzo e il 4 febbraio 2015. Non è ancora stata fissata l’udienza delle due cause, ma anche in questo caso il Comune resisterà, così come la compagnia assicuratrice che già ha negato le richieste di risarcimento pervenute nelle settimane successive l’affondamento.

L’Amministrazione di Verbania ritiene che la responsabilità dei danni “non sia riconducibile ad alcuna colpa né omissione del Comune, bensì ad un insieme di concause naturali ed umane non riconducibili a responsabilità del Comune”. Sarà un giudice a valutare se, quali e quanti colpe abbiano il gestore o il Comune, oppure se il disastro del 10 ottobre fu semplicemente un incidente.

Se in questa prima causa dovessero aver ragione i ricorrenti, si aprirebbe un varco per una valanga di altre cause e per indennizzi da centinaia di migliaia di euro. Quella notte a Pallanza erano ancorati 133 natanti, oltre ai 3 delle forze dell’ordine e all’imbarcazione del Cnr. Diciotto affondarono e molti riportarono danni.

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