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vespa125
GHIFFA – 23.03.2015 – L’impolverata Vespa del sindaco

diventa un veicolo storico. Nasce quasi quarant’anni fa e si conclude ai giorni nostri la curiosa storia del motociclo di servizio che il Comune di Ghiffa ha dismesso solo poche settimane fa.

Nel 1977 l’Amministrazione comunale rinnova il suo parco mezzi e acquista, sborsando 612.000 lire, una Vespa 125 Primavera. La targa, che non è alfanumerica e riporta ancora la sigla NO (VB e il Vco sono ancora molto in là da venire), è di quelle a cinque cifre.

Il veicolo è un’evoluzione del modello precedente. La Piaggio, che lo commercializza dal 1968 e che lo ritirerà dal mercato nel 1982, l’ha progettato per sostituire la Nuova 125, aggiungendo cavalli al motore e permettendogli di superare i 92 km/h di velocità massima.

Robusta e solida, compie il suo dovere fino al 1992, anno in cui, dopo diciassette primavere di onorato servizio, va in pensione. E finisce dimenticata. Il Comune continua a pagarne il bollo fino al 2001, ma nessuno la muove più o la guida. Se ne perdono anche i documenti, compreso il certificato di proprietà che erroneamente ne attribuisce il possesso a Luigi Zucchi, sindaco dell’epoca che oggi non c’è più.

Gli anni passano, la tecnologia va avanti e i vecchi modelli diventano, prima obsoleti, poi datati, e infine storici, d’epoca. Il motociclo di Ghiffa segue in silenzio questo destino e torna alla ribalta perché un privato chiede di acquistarlo avanzando una proposta economica al Comune, che dopo una certa trafila burocratica accetta.

Quella del sindaco ghiffese non è la Vespa che Gregory Peck e Audrey Hepburn portarono alla ribalta mondiale nel ’53 grazie alle celebri scene di “Vacanze romane”. Eppure è tornata di moda e, grazie a una dimenticanza, nonostante sia finita in un polveroso deposito, s’è preservata per tornare a farsi ammirare dagli appassionati di ieri e di oggi. Anche questo è un lieto fine.

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