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elezioni
VERBANIA – 28.03.2015 – Prima il bilancio, poi le elezioni.

Quando? A giugno. A dettare l’agenda del rinnovo dei Quartieri di Verbania è stato ieri sera il sindaco Silvia Marchionini. L’occasione è stata la tavola rotonda che l’associazione VB/doc ha organizzato alla Bocciofila intrese proprio per parlare del futuro degli ex organi di decentramento.

All’incontro erano invitati, oltre all’Amministrazione, tutti i cinque presidenti in carica. Se ne sono presentati solo due: Adriano Carniel (Nord) e Loredana Bazzacchi (Intra). Anche il pubblico era modesto e ridotto a qualche decina di persone.

La tavola rotonda è un po’ il paradigma delle elezioni dei Quartieri. Fintanto che si chiamavano Circoscrizioni e si rinnovavano contestualmente al Consiglio comunale, avevano un loro significato, anche “numerico”. Da quando (nel 2008) sono stati cancellati per legge e “salvati” dal Consiglio comunale non più come articolazione istituzionale ma come organismi di partecipazione, sono diventati marginali.

Il problema non sono le funzioni, rimaste pressoché identiche, né le inesistenti risorse economiche (già in diminuzione negli anni), ma la rappresentanza e il peso specifico.

Il 25 ottobre 2009, giorno della prima elezione dei Quartieri non più Circoscrizioni, su 24.703 elettori si presentarono alle urne in 3.167, con un’affluenza media del 12,82%, oscillante tra l’8,19% di Intra e il 21,92% del quartiere Nord.

Anche le candidature – pur con la sollecitazione dei partiti – furono pochissime. Per 90 posti in 5 quartieri si presentarono in 112. All’Est, nella collina sopra Intra, non si arrivò nemmeno alla quota minima di 16 candidati per tutti i 16 posti, fermandosi a 12.

Da qui nasce l’equivoco per cui, interpretando le regole del gioco delle parti e quando fa comodo, c’è chi riconosce ai consigli di Quartiere l’autorità derivante dal voto pubblico, e c’è chi li delegittima perché scarsamente rappresentativi.  

Nonostante nessun partito lo dica apertamente, il quesito se sia utile mantenere in vita i Quartieri, tutti se lo sono posti. E l’hanno risolto dicendo sì, non si sa se per reale convinzione o opportunità. Dopo un primo rinvio (da ottobre a inizio 2015) e un secondo obbligato anche per motivi pratici – senza bilancio non ci sono i fondi per le elezioni – l’Amministrazione si arrovella su una formula che possa coinvolgere più persone. Una formula che difficilmente esiste, tanto che ha già confermato al 90% le “regole del gioco” varate dalla giunta Zacchera – manca solo un regolamento attuativo, che arriverà a breve - perché, come dice il sindaco, a giugno si vota.

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