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VERBANIA - 10-06-2022 -- Una rivoltella mai denunciata, due silenziatori per carabina da caccia, 300 tra cartucce e proiettili non dichiarati. È questo il "tesoretto" in armi che un sessantottenne artigiano ed ex cacciatore cusiano aveva cercato di nascondere ai carabinieri. I militari del Radiomobile di Domodossola l’altro ieri hanno effettuato un controllo nel laboratorio dell'uomo, a Omegna. All'invito ad esibire le armi custodite, s’è mostrato collaborativo, esponendo sei fucili, una carabina, una pistola e i proiettili regolarmente dichiarati come impone la legge. Durante il controllo, tuttavia, l'artigiano s'è allontanato momentaneamente effettuando un movimento parso sospetto ai carabinieri. Cercava di nascondere qualcosa con un panno. Era una pistola revolver risultata mai censita in banca dati. Un altro revolver è stato trovato in un bauletto di legno, insieme a due silenziatori per fucili: uno a incastro e l’altro a vite. Quest’ultimo corrispondeva perfettamente alle scanalature ricavate lavorando la canna della carabina. Modificare un’arma da sparo potenziandole è un reato penale che prevede l’arresto obbligatorio. Per questo i carabinieri hanno proceduto nei confronti del 58enne, che ieri è comparso di fronte al giudice, che ne ha convalidato l’arresto disponendo, in attesa del processo per direttissima – tramite il proprio legale l’artigiano cusiano ha preannunciato l’intenzione di patteggiare, anche per non aver dichiarato il numero esatto di proiettili detenuti – l’obbligo di presentazione ai carabinieri.

All’udienza di convalida, il cusiano ha detto che le armi, molto vecchie, sono eredità del nonno e che lui credeva fossero oggetti di antiquariato. Confuse le spiegazioni fornite rispetto ad alcuni foglietti rinvenuti dai militari nei quali erano riportati nomi e cifre.


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