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stefanocavaletti
MILANO – 26.03.2015 – Quattro anni di pena. Questa mattina il gup di Milano Luigi Gargiulo ha condannato don Stefano Cavalletti, l’ex parroco di Carciano arrestato a luglio dell’anno scorso a Milano durante un coca-party.

Processato con il rito abbreviato, che consente di ottenere uno sconto di pena di un terzo, è stato ritenuto colpevole di spaccio di droga.

I fatti per i quali è stato processato accaddero a Milano in una sera d’estate. Il sacerdote, 46 anni il 1° aprile, originario di Monza e trasferitosi sul Lago Maggiore negli anni Novanta, scomparve dalla parrocchia di Carciano, frazione di Stresa, nel fine settimane. Il lunedì successivo arrivò con gran stupore la notizia che era stato arrestato in piazza Anghiliberto. Nel culmine di un festino uno degli uomini che erano in sua compagnia, probabilmente per l’uso eccessivo di stupefacenti, diede in escandescenze. I vicini avvisarono le forze dell’ordine. All’arrivo della polizia nell’appartamento, il sacerdote scappò in bagno e cercò di gettare nel water la “polvere bianca”. Gli agenti trovarono il suo passaporto stracciato, ma lo identificarono in caserma. Arrestato per spaccio, confessò l’uso della cocaina. Fu successivamente rilasciato. Ha trascorso questi mesi in una struttura protetta dell’Umbria.

Le sue disavventure giudiziarie erano iniziate negli anni passati con una condanna per truffa ai danni di un’anziana inflitta in primo grado dal tribunale di Verbania nel 2013 (5 mesi e 10 giorni).

Nei giorni immediatamente successivi all’arresto il vescovo di Novara, monsignor Franco Giulio Brambilla, aveva scritto una lettera aperta sull’accaduto, esprimendo sconcerto e dolore, sentimenti espressi ai fedeli di Carciano di persona durante la messa domenicale.

Rimosso dall’incarico, il religioso non è stato sostituito. La gestione della parrocchia di Carciano è stata affidata al parroco di Stresa. 

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