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besozzi matteo
CASTELLETTO T. - 02.11.2015 - Verso l'unificazione delle province

di Verbania, Novara, Vercelli e Biella. Nei giorni scorsi il Consiglio regionale ha votato la legge relativa all'istituzione dell'Area vasta del Piemonte nord orientale. Il presidente della Provincia di Novara, Matteo Besozzi, dice: "Positiva l'accelerazione sul riordino: il nostro territorio, così, potrà contare di più potendo beneficiare di strategie più coordinate. Da tempo chiedevamo un deciso passo in avanti verso la costituzione di un nuovo soggetto politico-amministrativo forte e competitivo e con capacità di analisi e di progettazione. E come ha ricordato il presidente Sergio Chiamparino la cosa fondamentale è aver offerto certezze ai cittadini rispetto ai servizi e al personale. Contemporaneamente, il Piemonte arriverà pronto al nuovo quadro istituzionale in via di definizione in Parlamento. Una riorganizzazione degli enti locali era necessaria, ma bisogna proseguire con decisione ancora maggiore per contrastare la polverizzazione dei Comuni, favorendo quantomeno la condivisione dei servizi, fino alle Unioni per i centri più piccoli. Stessa cosa per le Regioni. Questa è la direzione giusta per dare all'Italia una macchina adeguata per affrontare la ripresa". La nuova Area vasta di Novara potrà contare su 850mila abitanti contro i 650mila di quella di Asti e Alessandria e i 590mila di quella di Cuneo. Solo la città metropolitana di Torino ne avrà di più. "Ora sta a noi amministratori - conclude - superare le divisioni di bandiera: su alcuni ambiti come le Atc, i parchi, le Atl e l’Agenzia per la mobilità il processo è già avviato, anche se siamo in una fase in cui forse si vedono più le mancanze rispetto ai benefici. Intanto posso affermare che per Palazzo Natta non risultano esuberi: lo scenario più probabile è che i dipendenti continuino a svolgere nelle attuali sedi il proprio lavoro, in parte “sotto” la Provincia come avviene ora per le attività di viabilità, edilizia scolastica, istruzione e gran parte dell'ambiente, e in parte riassegnati alla Regione".

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