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strada provinciale generica
VERBANIA – 01.11.2015 – Autostrade, superstrade,

strade statali, provinciali e comunali, chi paga? Alla vigilia dell’inverno, con l’obbligo delle gomme termiche (o delle catene) e la necessità di salare e (se nevica) spazzare, il tema della manutenzione e della sicurezza stradale è più che mai attuale. Due le notizie che questa settimana, in chiave locale, rilanciano la viabilità. La prima viene dal Consiglio provinciale, che è stato informato dal presidente Stefano Costa del possibile passaggio di un terzo delle strade provinciali (146 km su 525) dalla Provincia ai comuni che ne sono attraversati. La seconda viene da Torino, dove il sindaco di Verbania Silvia Marchionini s’è impegnata a prendersi in carico alcuni tratti della 34 tra Fondotoce e Suna.

Una premessa. La competenza sulle strade è regolata dall’articolo 2 del codice della strada, che ne stabilisce la categoria in base alle caratteristiche e all’importanza. Rispetto allo status quo, ci sono situazioni che possono cambiare.

La notizia della Provincia è, purtroppo, lo scaricabarile degli enti “al verde”. La Provincia non ha un euro bucato per pagare la manutenzione ordinaria delle strade e garantirà salatura e sgombero neve solo con salti mortali contabili e amministrativi. E non ha nemmeno i soldi, come accaduto in Val Divedro qualche giorno fa e in aprile in Val Cannobina, per intervenire in caso di smottamenti, cedimenti o problemi di qualsiasi tipo. Per non parlare di asfaltature o della sostituzione dei guardrail, che sarebbero lavori di normale gestione – e obbligatori per mantenere alta la sicurezza delle arterie – ma che sono economicamente un’utopia. Dall’altra parte ci sono i comuni, soprattutto quelli piccoli e montani, che di soldi ne hanno ancora meno e che non vorrebbero ricevere in dote la patata bollente.

La notizia di Verbania è, probabilmente, la fine di un braccio di ferro giocato da anni sul filo dell’indifferenza. Anas da tempo ha sollecitato i sindaci verbanesi (da Aldo Reschigna a Marco Zacchera, passando per Claudio Zanotti) a prendersi in carico i tratti urbani della statale del Lago Maggiore. Ma a Palazzo di Città, fatti due conti sul costo delle eventuali manutenzioni, hanno sempre nicchiato. L’ente stradale ha trovato la chiave per risolvere l’impasse. Chiamata a approvare il progetto della ciclabile Suna-Fondotoce, ha detto no costringendo di fatto il Comune, se vuole procedere, a prendersi in carico la strada, con i costi che in futuro comporterà.

E mentre Costa fa sapere che Anas è a sua volta pronta a prendersi alcuni tratti provinciali (la bretella di Fondotoce, la strada di Macugnaga e quella del Lago d’Orta, già regionali poi declassate), in epoca di tagli e spending review il problema di fondo rimane: chi paga? Se lo chiedono i cittadini e gli automobilisti – per la verità non troppo entusiasti dalle notizie di cronaca giudiziaria che investono l’Anas e la cosiddetta “Dama nera” – che ogni giorno percorrono le migliaia di chilometri di strade del nostro paese. 

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