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brignoli diego marzo 2015
VERBANIA – 22.10.2015 – Litigioso, caciarone

e spesso sopra le righe. Il Consiglio comunale di Verbania ha vissuto nell’ultimo anno in un crescente clima di rissa che l’ha ridotto a un teatrino in cui, quasi ogni sera, non manca una scenetta colorita o divertente. L’immagine che restituisce è impietosa e il presidente, Diego Brignoli, che se n’è reso conto, ha deciso di intervenire.

È di ieri la lettera che, condivisa dall’Ufficio di presidenza, ha spedito a tutti i consiglieri. Una lettera-reprimenda in cui non si citano episodi precisi ma che colpisce a destra e sinistra, sindaco e giunta compresi, appellandosi al buon senso e all’educazione di ciascuno. Questo il suo messaggio:

“Una prima osservazione va rivolta al necessario e indispensabile rispetto di un’istituzione che, seppure tempi e norme abbiano progressivamente e inesorabilmente svuotato di competenze, responsabilità e funzioni, rimane pur sempre un fondamentale elemento di rappresentanza dei cittadini.

L’animosità che contraddistingue spesso e volentieri il dibattito in aula e nelle commissioni non è di per sé elemento di preoccupazione; passione, emotività, oratoria possono anche rappresentare, entro certi limiti, motivo di attenzione e interesse da parte di tutti.

A preoccupare sono invece gli eccessi, le espressioni e gli atteggiamenti fuori luogo e sopra le righe, gli attacchi personali, le evidenti provocazioni, le risposte piccate o evasive, la disattenzione marcatamente sottolineata, le forzature, la noia che si traduce in insofferenza, la personale interpretazione di norme, lo sbandieramento di presunte irregolarità, il trasferimento sugli organi di stampa di un dibattito e di un confronto di cui solo il Consiglio Comunale è legittimo depositario… Si tratta spesso di forma, ma la forma è anche sostanza quando in gioco vi è il rispetto per le persone e per le istituzioni.

Non sta certo nelle intenzioni indicare o stigmatizzare singoli e particolari episodi; non si tratta nemmeno di excusatio non petita riguardante incapacità, inesperienza o inadeguatezza di chi presiede l’assemblea. Si tratta semplicemente di un appello alla personale responsabilità di ciascuno di noi, ricordando a tutti che nessuna norma, nessun regolamento possono sostituite buon senso, educazione, rispetto”. 

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